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Il giorno del Ricordo L’omaggio di Ferrara ai martiri delle foibe e ai profughi

Margherita Goberti

Nel programma la posa della corona alla rotonda di corso Isonzo Domenica messa a San Francesco e martedì incontro con le scuole 

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Le celebrazioni

Nonostante la pandemia e le rigide normative del Governo per contrastare il contagio del Covid 19, l’associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia di Ferrara non ha voluto che il Giorno del Ricordo passasse nel silenzio. Per troppi anni infatti, le vicende dell’esodo delle popolazioni italiane residenti in Istria sono state ignorate e mal interpretate e quindi giudicate. Una chiara posizione presa dalla Repubblica Italiana ha portato poi, dopo decenni di buio, a fare chiarezza su un periodo storico difficile, doloroso e particolarmente drammatico che vide la morte di migliaia di italiani innocenti.

Il programma

A Ferrara l’Anvgd (Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) presieduta da Flavio Rabar sarà presente domani alle ore 12 presso la Rotonda di Corso Isonzo per depositare una corona d’alloro ai Martiri delle foibe; saranno presenti il prefetto Michele Campanaro, il sindaco Alan Fabbri.

Prima di questo incontro Flavio Rabar presenzierà su invito del sindaco di Copparo Fabrizio Pagnoni all’inaugurazione della mostra “Giorno del Ricordo” .

Nel pomeriggio alle 16 nella Prefettura di Ferrara durante una semplice ma significativa cerimonia, saranno consegnate due medaglie al valore ai parenti di due guardie di finanza infoibate.

Domenica 14 febbraio invece alle ore 10. 30 nella basilica di San Francesco l’arcivescovo mons Gian Carlo Perego ricordando le genti dell’Istria e Dalmazia, celebrerà la messa al termine della quale sarà recitata la Preghiera per l’Infoibato scritta dal vescovo di Trieste e Capodistria dal 1938 al 1975, Antonio Santin.

Martedì 16 febbraio alle ore 10,15 ci sarà un incontro in video compresenza con l’istituto comprensivo F De Pisis sul tema “Le Foibe e l’esodo degli Istriani, fiumani e dalmati”; ne parleranno Flavio Rabar esule da Fiume e presidente Anvgd ed Antonella Guarnieri responsabile del Museo del Risorgimento e della Resistenza.

La legge

Con la Legge 30 marzo 2004 n, 92 «la Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio “quale Giorno del Ricordo” affinché si conservi e rinnovi la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre istriane, fiumane e dalmate nel secondo dopoguerra e della complessa vicenda del confine orientale».

Il 10 febbraio è stato scelto perché a Parigi nel 1947 venne firmato il trattato di Pace che sanciva la cessione di buona parte della Venezia Giulia compresa Zara, alla Jugoslavia di Tito mentre rimaneva aperta la questione del Territorio Libero di Trieste risolta in seguito con il Trattato di Osimo del 1975; come conseguenza ci fu l’abbandono di numerose città della sponda orientale dell’Adriatico, da parte della popolazione italiana che vi abitava e l’esodo di oltre 500 mila persone. L’istituzione ufficiale del Giorno del ricordo consente così di riportare alla luce alcune drammatiche pagine della storia italiana, spesso dimenticate dalla politica. Migliaia di persone uccise in uno dei drammi italiani più rilevanti del periodo bellico e dell’immediata conclusione del secondo conflitto mondiale.

Altre iniziative

A fianco delle iniziative del programma ufficiale l’istituto di Storia Contemporanea esporrà sui propri social (YouTube: istituto di storia contemporanea di Ferrara, Instagram: @isco. fe, e condiviso come link su Facebook: Iscoferrara e Twitter: @iscoferrara) la mostra “Le tragedie del confine orientale. Fascismo – Foibe – Esodo”, realizzata da Bruno Enriotti, direttore della Fondazione Memoria della Deportazione.In occasione della ricorrenza del “Giorno del ricordo” nella giornata di domani il Comune di Ferrara esporrà la bandiera a mezz’asta. —

Margherita Goberti

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