L’esodo da Fiume nella storia di Rabar
Con l’istituzione nel 2004 della Giornata del Ricordo, nascono in Italia ed anche a Ferrara le sedi delle Associazioni Nazionali Venezia Giulia e Dalmazia.
Nella nostra città che ha avuto uno dei 109 campi profughi della popolazione proveniente dall’Istria, esattamente in via Romei 12, a gestirla è Flavio Rabar ancora oggi determinante figura per le finalità che l’associazione si prefigge di conservare e sottoporre alle coscienze il ricordo di dolorosi aspetti di una storia bellica e post – bellica di confine; tra le attività perseguite vi sono pubblicazioni, mostre documentarie, concerti, conferenze, nonché iniziative di divulgazione di cultura e delle tradizioni gastronomiche giuliane e dalmate.
Rabar è nato nel gennaio del 1943 a Cantrida (Fiume); suo padre Eugenio aveva una falegnameria che per la situazione che si è creata è costretto ben presto a chiudere ed ad andarsene. La famiglia Rabar dopo una breve sosta a Trieste è inviata al campo profughi di Ferrara dove nel 1947 nasce la sorella Neda. Qui rimane fino al 1949 per poi trasferirsi nelle baracche di legno a Pontelagoscuro località Boschino sotto l’argine del Canale Boicelli, in ciascuna delle quali alloggiavano sei famiglie, senza servizi ma con due fontanelle pubbliche per tutti i 54 nuclei familiari ed una latrina esterna ogni due famiglie.
Dopo sette anni finalmente l’assegnazione di un appartamento in via Arianuova ed un lavoro per il padre alla Montecatini e per Flavio alla Cassa di Risparmio di Ferrara. –
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