Meno della metà delle multe entra nelle casse municipali
L’anno scorso è arrivato a destinazione il 46% dei quasi 800mila euro dovuti Le risorse incamerate sono dedicate in parte a progetti di sicurezza stradale
BONDENO. Ammontano complessivamente a 782.245 euro le somme accertate dal Comune di Bondeno e che derivano dalle contravvenzioni per violazione del codice della strada.
Questo dato sintetizza l’andamento delle multe che sono state comminate nel corso dell’intero 2020. Il computo, naturalmente, risente anche delle contravvenzioni che possono essere ancora saldate, avendo il cittadino 60 giorni di tempo per farlo. Dalla cifra complessiva di poco più di 782mila euro vanno poi considerati i circa 90.900 euro di spese.
Il dato che stride, tuttavia, è quello delle somme realmente introiettate allo stato attuale, che sono pari a 302mila euro, più 62.878 euro di spese. Insomma, circa il 46,64 per cento delle risorse che sarebbero dovute entrate nelle casse municipali sono effettivamente arrivate a destinazione. Segno dell’endemica difficoltà riscontrata negli ultimi anni, per gli enti locali, a riscuotere le multe.
il fondo riservato
Durante la presentazione dello schema di bilancio triennale si è accertato come, complessivamente, ammonti a 967mila euro il fondo per i crediti di dubbia esigibilità, dovuti a quei cittadini che evitano di pagare le contravvenzioni stradali, gli accertamenti Imu, oppure i costi dei servizi a domanda individuale. La destinazione delle contravvenzioni, peraltro, rimane vincolata a progetti di sicurezza ed educazione stradale, come il potenziamento delle attività di controllo e accertamento delle violazione al codice stradale, ma anche l’acquisto di automezzi e attrezzature funzionali al corpo di polizia locale.
le destinazioni
«Le risorse derivanti dalle contravvenzioni stradali hanno una destinazione obbligata per legge – ricorda il comandante del Corpo unico dell’Alto Ferrarese, Stefano Ansaloni –, ma a livello locale si è scelta la via di fare qualcosa di ulteriore rispetto agli obblighi, per quel che attiene le attività di prevenzione».
«Una quota non inferiore al 25% derivante dalle sanzioni al codice della strada – prosegue Ansaloni –, viene destinata all’installazione di barriere ed a misure di protezione che occorrono per mettere in sicurezza gli utenti, a cominciare da quelli più deboli: bambini, anziani, diversamente abili, pedoni e ciclisti in genere, e alle attività di educazione stradale nelle scuole».
Tra le spese per la prevenzione messe in campo, per il prossimo triennio, ci sono investimenti per 10mila euro all’anno per l’acquisto della segnaletica verticale, e ancora 8-10mila euro per la manutenzione degli impianti semaforici, 30mila euro all’anno per la realizzazione della segnaletica orizzontale. Oltre alle risorse derivanti dalle multe che verranno allocate per i carburanti delle auto di servizio, materiali necessari all’attività degli agenti, taratura dell’etilometro e manutenzione dei rilevatori di velocità. Viene riversata, poi, alla Provincia una quota pari al 50% delle somme introiettate dalle infrazioni per eccesso di velocità accertate sulle strade provinciali. d incidere sul volume delle contravvenzioni, naturalmente, esiste anche il fattore autovelox e la rilevazione automatica del passaggio quando c’è il rosso al semaforo. —
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