Raffica di raggiri e falsi Ecco altre condanne per la “famiglia truffa”
Torna in tribunale la “famiglia truffa” che incassa, per l’ennesima volta, condanne a raffica: 2 anni e 8 mesi per Stefano Tarascio, 2 anni per Francesco Rossarolla e 2 anni e 4 mesi per la cognata di Tarascio. Ennesima volta perché è solo l’ultima di una lunga serie di condanne per truffa, e anche ieri mattina davanti al giudice Vartan Giacomelli, lo stesso giudice che in passato, vedendolo in aula, ad uno dei tanti processi, gli disse: «Tarascio finalmente la vedo in faccia, dopo averla condannata decine di volte». Ieri Tarascio con i suoi complici doveva rispondere non solo di truffa, anche di falsificazione di persona, uso di documenti falsi, e di carte di credito di altri, appropriazione. Tutto ruota attorno al fatto che Tarascio e la famiglia truffa è specializzata per rubare identità e usare poi le carte di credito (regolari) intestate alla persona per conto delle quali si presentano a comprare di tutto e di più. Nel caso di ieri mattina, Tarascio e Rossarolla addirittura arrivarono ad esibire una carta di identità falsa, intestata ad un ferrarese, con cui guarda caso si fecero consegnare la carta di credito che un corriere recapitò a nome di quella persona. Poi con quella carta di credito, ottenuta con dei falsi, tentarono di piazzare le truffe, nei negozi dell’Ipercoop. Non una ma ripetute volte al giorno, a diverse ore: eccoli allora cercare di comprare telefoni di grido a 1. 500 euro, collane d’oro e ribadiamo, quando il primo tentativo andava a vuoto perché i commessi dei negozi fiutavano il raggiro non esibendo loro i documenti necessari, ritentavano diverse ore dopo. Solo le ultime truffe, dicevamo, visto che da tempo i carabinieri di Ferrara tengono sotto controllo la famiglia truffa, arrestata più volte. E più volte le condanne a loro carico, in attesa che diventino definitive. –
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