Sindacati e case popolari «Tuteleremo le famiglie escluse per residenzialità»
I confederali si preparano ai ricorsi legali dopo il no a trattare di Fabbri Il problema appare però evitare il blocco totale della graduatoria
il caso
Ci sono famiglie in difficoltà con la casa, italiane e straniere, che rischiano di rimanere escluse dalle assegnazioni di alloggi popolari di quest’anno non perché hanno meno bisogno ma per il fatto che abitano in città da meno tempo rispetto ad altre. Sono loro i potenziali danneggiati dalla decisione del Comune di favorire la residenzialità storica, anche a fronte delle recente sentenza della Corte costituzionale di dichiarare illegittimi i super-punteggi in questo campo, ed a loro si rivolgono sindacati e associazioni che hanno diffidato Palazzo Municipale ad andare avanti così. «Intendiamo tutelare i cittadini danneggiati da questa decisione» dice chiaramente Bruna Barberis, segretaria Cisl, di fronte alla risposta negativa del sindaco Alan Fabbri alla diffida. Il problema sembra essere semmai quello di ottenere il risultato senza bloccare la graduatoria e quindi l’assegnazione di circa 160 case popolari a famiglie comunque bisognose.
I sindacati non rinunciano a polemizzare con Fabbri su questo punto: «Nella sua risposta vuole rigirare le frittata, roba che neanche... a Masterchef - è la battuta di Massimo Zanirato, segretario Uil - Non può però valere il ragionamento che se i giudici bloccano le graduatorie, la colpa è di chi fa i ricorsi e non del Comune, che non è capace di fare atti amministrativi rispettosi delle regole costituzionali. Abbiamo tentato di negoziare, non ce n’è stata data la possibilità». I confederali, autori della diffida assieme ai sindacati degli inquilini, confidano di poter contare su di una decina di famiglie pronte ad avviare un’azione giudiziaria, anche se il filtro della privacy sulla graduatoria rende più complicata l’azione di rappresentanza. In settimana è previsto un summit con il legale al quale è stato affidato il dossier, lo stesso che aveva portato i sindacati nel giudizio vincente sui buoni spesa, per decidere l’iter.
Una seconda diffida è stata inviata dall’associazione anti-discriminazione Asgi, la proponente del ricorso sui buoni spesa, ed il rappresentante Alberto Guariso, che è avvocato, mette in chiaro il perimetro dell’azione legale: «Procederemo cercando di fare in modo di non creare un danno a chi è meglio piazzato nella graduatoria. Si può agire anche senza bloccare le assegnazioni».
Il Comune dal canto suo vorrebbe procedere rapidamente, rispettati i termini per l’analisi dei ricorsi alla commissione interna. —
S.C.
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