Il Comune ha trovato una casa per ospitare chi vive all’aperto
L’amministrazione lagunare ha consegnato l’immobile alla cooperativa sociale Work and Services che opera con i volontari di strada
lido estensi. Qualcosa si è mosso: è stato individuato e affittato un appartamento al Lido degli Estensi per persone senza fissa dimora. Per fronteggiare l’emergenza freddo il Comune lagunare ha assegnato, nei giorni scorsi, alla cooperativa sociale Work and Services, la gestione di un servizio atteso e fondamentale, per consentire ai senza tetto di superare l’inverno sotto ad un tetto e non in una roulotte o, peggio ancora, in strada. Gestito da due anni a questa parte, con il contributo economico del Comune, dai volontari di strada del Lido delle Nazioni, coordinati da Maria Nanetti Mazzola, il progetto era rimasto in stand by, per le difficoltà a reperire un alloggio da destinare ai senzatetto.
sospiro di sollievo
«Come giunta abbiamo approvato una delibera – spiega il sindaco Pierluigi Negri –, che riconosce alla cooperativa sociale Work and Services, in qualità di capofila del progetto, un contributo da 4mila euro, per la gestione di un appartamento messo a disposizione delle persone senza fissa dimora».
Il traguardo raggiunto consolida rapporti di collaborazione tra soggetti attivi sul territorio in ambito sociale, sul versante dell’accoglienza e dell’inclusione, ma come meglio spiega il sindaco, «ci consente di dare una risposta concreta a chi è in gravi condizioni di svantaggio socio economico, contenendo i disagi provocati dal freddo e salvaguardando la salute di coloro che sono senza fissa dimora».
Il contributo comunale, dell’importo di 4mila euro, è destinato a coprire i costi di affitto e delle utenze dell’alloggio, individuato al Lido degli Estensi, grazie ad un’opera di ricerca e di sensibilizzazione compiuta dai Servizi Sociali comunali, in stretta collaborazione con la cooperativa Work and Services.
l’aiuto
«Una volta al giorno, io, il presidente della cooperativa Alessandro Menegatti e Maria Nanetti Mazzola con i suoi volontari – spiega Barbara Ragazzi, responsabile del settore per la cooperativa Work and Services –, ci rechiamo nell’appartamento, per verificare che vada tutto bene e per andare incontro ai bisogni primari di chi è stato accolto. Al momento c’è un solo ospite, ma l’alloggio è predisposto per accoglierne fino a quattro. Con i volontari di strada, che già si occupavano di questo servizio in passato – conclude Barbara Ragazzi –, si è instaurata un’ottima sinergia». Il progetto comacchiese, che risponde al requisito di attuazione attraverso il modello di community lab (modello comunitario), è stato inserito tra le azioni del Piano di zona per la salute ed il benessere sociale del Distretto sanitario Sud Est, nell’area target “Povertà ed esclusione sociale”. —
Katia Romagnoli
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