Fca, bene contro il Covid Fiom: ora tamponi rapidi
CENTO. Anche alla Fca il Covid ha lasciato il segno. «Abbiamo avuto 25 casi contagio – spiegano sindacalisti e delegati della Uil –, ma tutti sviluppati all’interno delle famiglie o a scuola. In fabbrica abbiamo messo a punto, e praticato grazie alla collaborazione nella commissione paritetica che si è formata, un protocollo che è stato d’esempio a livello nazionale».
Proprio in riferimento a questa buona pratica è la Fiom-Cgil a chiedere «di fare un ulteriore passo in avanti per la tutela collettiva». Per il segretario generale ferrarese Giovanni Verla Fca deve aderire allo screening collettivo dei lavoratori, promosso dalla Regione, attraverso l’utilizzo dei tamponi rapidi. «Al momento alle richieste avanzate dai rappresentati dei lavoratori per la sicurezza della Fiom dello stabilimento Vm Motori di Cento di aderire al percorso di screening – sostiene Verla –, la direzione aziendale e il medico competente hanno risposto di non avere intenzione di procedere in tal senso perché iniziativa non condivisa dalla direzione generale torinese e, in maniera generica, non ritenuta utile».
«La Fiom valuta questa una scelta miope e non rispettosa dell’importante investimento messo in campo dalla Regione Emilia Romagna e dal sistema sanitario regionale per la difesa della salute pubblica. È necessario – chiude Verla – che Fca riveda le proprie posizioni e si faccia promotrice di questa iniziativa, rappresentando un importante esempio per tutto il settore manifatturiero». —
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