Frimar, l’innovazione diventa l’arma in più sul mercato
Nicola Moretti, uno dei titolari dell’azienda di famiglia nella zona Pmi, parla in ottica 4.0 «L’apporto della tecnologia diventa sempre più fondamentale, specie in questa fase»
L’intervista
Gian Pietro Zerbini
La Frimar è un esempio di azienda ferrarese che sta operando molto sul campo dell’innovazione e della digitalizzazione, fondamentale in questa fase di emergenza.
«La nostra azienda - dichiara Nicola Moretti - è operante sul mercato da oltre 40 anni, durante i quali ha maturato un importante know-how nella lavorazione delle carni e nella preparazione dei cosiddetti prodotti elaborati ovvero prodotti come ad esempio arrosti, spiedini, involtini, hamburger, polpette. Ci siamo differenziati dalle grandi produzioni industriali in quanto abbiamo mantenuto un buon livello di artigianalità nella creazione dei prodotti, alla quale abbiamo affiancato sempre più tecnologia per quelle fasi a completamento di un ciclo di alta qualità. Ad oggi contiamo 26 dipendenti. La nostra clientela è rappresentata ad oggi quasi esclusivamente dalla GDO ma ci stiamo preparando per servire anche il settore Ho.Re.Ca., le botteghe e le macellerie oltreché direttamente i privati consumatori. Abbiamo infatti lanciato un sito web per gli acquisti online, ci abbiamo impiegato un po’ ma siamo molto contenti del servizio che siamo arrivati ad offrire».
Avete partecipato a un bando della Camera di Commercio per quale motivo?
«Sinceramente abbiamo sempre le orecchie ben orientate verso opportunità del genere. Siamo una piccola azienda, orientata al futuro e alla crescita e stiamo investendo davvero molto in questi termini. Abbiamo un sacco di progetti in cantiere e ogni aiuto come quello della Camera di Commercio di Ferrara è molto importante in quanto ci permette di raggiungere quanto prima gli obiettivi prefissati».
Digitalizzazione e innovazione sono alla base della sopravvivenza di molte aziende, come vi siete orientati per potenziare questo settore?
«Quello che ha avuto il via da qualche tempo a questa parte è un processo di transizione, credo frutto della maturità di ciò che conosciamo come internet. Personalmente credo molto nell’apporto innovativo della tecnologia, oggi tutto può essere collegato in rete, integrato o connesso ad altri dispositivi a deriva di processi o pilotato e supervisionato a distanza, il che per ovvie ragioni, se ben pensato, accresce la competitività dell’impresa. Ci muoviamo in questi termini da diversi anni. Abbiamo rinnovato quasi tutti i processi produttivi cercando di ragionare in ottica di Industria 4.0 in tutte le fasi maggiormente interessate dai benefici che lo sviluppo tecnologico avrebbe apportato. Abbiamo così dapprima sviluppato una gestione ordini online andando ad operare su parte degli impianti di confezionamento e su tutte le linee di peso – prezzatura presenti in stabilimento per poi nel corso del 2020, grazie anche al contributo della Camera di Commercio, sviluppare il progetto di una Cucina integrata in ottica 4.0. Abbiamo acquistato due forni da ristorazione e una cella di abbattimento della temperatura per cominciare, il tutto connesso in rete, supervisionabile e comandabile a distanza.
Il vostro settore con il covid ha subito rallentamenti o battute d’arresto?
«Fornendo principalmente prodotti confezionati ai supermercati devo dire di no, abbiamo lavorato più o meno come l’anno precedente in termini di volumi».
La zona Pmi che vantaggi offre?
«La vicinanza al casello autostradale in A13 di Ferrara Nord?A parte le battute non mi viene in mente nulla, è un quartiere piuttosto depresso e anche se fosse in pieno sviluppo non credo che ne potremmo trarre vantaggi di alcun tipo, proprio per via delle caratteristiche della nostra attività».
Avete subito furti o spaccate, fenomeno purtroppo frequente di recente?
«Ultimamente no, mi sembra che vada un po’ meglio da quando abbiamo illuminato l’azienda a giorno anche di notte. O forse si sono resi conto che da rubare c’è solo qualche coscetta di pollo...» —
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