La Nuova Ferrara

Ferrara

comacchio 

Morto il titolare de I Camini Tra i primi Bagni dei Lidi

Katia Romagnoli
Morto il titolare de I Camini Tra i primi Bagni dei Lidi

Ieri i funerali in Duomo Il figlio: «Una vita di sacrifici Ha fatto tutto da solo» Vitali: «Una gran bella persona Un uomo onesto, pulito» 

2 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. La vita di Giovanni Ferroni, comacchiese doc, morto martedì scorso, a 85 anni, all’ospedale del Delta, è legata indissolubilmente allo sviluppo dei sette Lidi e allo storico stabilimento balneare I Camini, inaugurato nel 1963.

Una malattia degenerativa, subentrata dopo problemi ischemici che, sei anni fa, determinarono la scelta di cedere il Bagno ad un nuovo gestore, è la causa del decesso di Ferroni, al quale, ieri pomeriggio, in duomo, in tanti, da Comacchio, ma anche dal Lido Nazioni e da altre località, hanno voluto portare l’ultimo saluto.

i ricordi

«Giovanni era un nostro associato – commenta Nicola Bocchimpani, presidente di Asbalneari –, ha lavorato negli anni d’oro dei Lidi. È stato nella brigata dei pionieri di questo territorio. In tanti lo ricordano con stima e benevolenza. Con altri colleghi ho voluto portare il cordoglio alla famiglia, partecipando alle esequie funebri». Commosso il ricordo del figlio Antonio, cresciuto all’interno del Bagno realizzato dal padre in un’area periferica del Lido delle Nazioni, a ridosso un bosco, quando nella località si contavano ancora due soli Bagni, La Rotonda e La Capanna. «Mio padre era un camionista, poi – ricorda Antonio Ferroni –, con alcuni amici, all’inizio degli anni ’60 ha iniziato a pensare ad una svolta. Era il periodo del boom dei Lidi. È riuscito ad aprire il Bagno I Camini, realizzando all’interno anche un ristorante pizzeria, che ha gestito in società con il fratello Pino e con le nostre famiglie, sino a sei anni fa, quando la malattia ha imposto uno stop». Dopo il funerale, la salma di Giovanni Ferroni, che lascia la moglie Carmen, i figli Antonio e Mario e tanti parenti ed amici, è stata portata, ieri pomeriggio, al cimitero di Valle Isola.

soddisfazioni

«È stata tutta una vita di sacrifici – aggiunge il figlio Antonio –, quella di mio padre, che era il supervisore di tutte le attività del Bagno. Si alzava all’alba e lavorava fino a notte, tra spiaggia, bar, cucina del ristorante. Era gioviale, allegro, spensierato, sempre con la battuta pronta».

Gianfranco Vitali, presidente dell’Ascom di Comacchio e coordinatore della cabina di regia della Destinazione turistica Romagna, ricorda Giovanni Ferroni come «una gran bella persona. Si era costruito dal nulla, ha fatto tutto da solo. È stato lui a costruire il Bagno I Camini, che ha gestito per circa 50 anni. È stato un professionista della ristorazione, molto serio, amato da tutti indistintamente, turisti e colleghi. La definizione migliore che si può attribuire a Ferroni è senza dubbi quella di persona per bene, che ha amato il suo lavoro e la famiglia». —

Katia Romagnoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google