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Caso caffè alla Berco Quattordici imputati per appalto sospetto

Il procedimento in udienza preliminare Il giudice: riscrivere capo d’imputazione 

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L’udienza

Tra il 2013 e il 2014 la Berco fu scossa da un terremoto: una imponente manovra di tagli al personale che si tradusse nella fuoriuscita, dopo mesi di battaglie sindacali, di oltre 400 dipendenti. In quegli stessi mesi l’azienda assegnò, con una gara, l’appalto per i distributori automatici di alimenti e bevande.

Sette anni dopo, quell’affidamento è finito in tribunale. Ma, come ha stabilito ieri il giudice Carlo Negri nel corso dell’udienza preliminare, il procedimento non ha ancora un capo di imputazione definito: lo stesso giudice infatti ha chiesto al pm, Isabella Cavallari, di riscriverlo e integrarlo. Le certezze in udienza, fino alla riscrittura del capo d’accusa, riguardano il nome dell’azienda che ha promosso la gara (la Berco), i concorrenti al centro della contesa giudiziaria (Ivs Italia Spa e Venturi Caffè Srl, fornitori di distributori automatici), il numero degli imputati: 14. Fra questi ultimi compaiono un dirigente di alto rango della Berco di allora e un componente dell’Ufficio acquisti all’epoca dei fatti, un rappresentante della Ivs, sempre all’epoca dei fatti, e 11 sindacalisti, che rappresentavano in Berco, in quel periodo, quattro sigle sindacali: Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Ugl. Il reato ipotizzato, consumato secondo l’accusa tra il 2013 e il 2015, è corruzione tra privati con distorsione della concorrenza. Le persone coinvolte, con incarichi diversi, avrebbero favorito una delle ditte partecipanti alla gara (Ivs) causando un danno a Venturi Caffè, che poi ha denunciato la presunta interferenza. Esito conseguito attraverso il versamento di somme di danaro (oltre 30mila euro) su conti correnti nei quali compaiono come delegati a operare esponenti sindacali. Il giudice, però, ha chiesto di quantificare con precisione l’entità del danno, di definire il meccanismo che ha comportato la distorsione della concorrenza, di precisare ruolo e responsabilità dei singoli. Nuova udienza ad aprile, con le difese (tra cui i legali estensi Occari e Bergamasco) pronte a dare battaglia. —

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