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Il paese non dimentica il brigadiere ucciso mentre era in servizio

Il paese non dimentica il brigadiere ucciso mentre era in servizio

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LAGOSANTO. L’Enpa di Lagosanto è entrata a far parte ufficialmente delle rete regionale per la conservazione e la tutela delle tartarughe marine e dei cetacei, istituita dalla Regione Emilia Romagna. La rete opera attraverso attività di recupero, soccorso, affidamento, in funzione del pieno ristabilimenti di tartarughe e cetacei in difficoltà, ma agisce anche attraverso operazioni di manipolazione e rilascio degli esemplari. Rientrano tra le attività di competenza della nuova rete operativa anche quelle di recupero delle carcasse di tartarughe marine e di esemplari di delfini morti e relativo trasporto a centri specializzati di ricerca, formazione e divulgazione, come lo è l’Istituto zooprofilattico di Cassana.

come funziona

«Il coinvolgimento di importanti soggetti istituzionali – commenta Marco Bravi, responsabile nazionale del servizio guardie zoofile di Rnpa –, trasforma l’impegno e l’esperienza, già acquisiti nelle pur lodevoli iniziative estemporanee locali, in elementi di un sistema riconosciuto ed autorevole, che integra le azioni di salvataggio con quelle, altrettanto importanti, di ricerca scientifica e divulgazione». Esprime soddisfazione anche il presidente dell’Enpa di Lagosanto, associazione di volontariato, che dalla scorsa estate si è data di 35 nuove guardie zoofile con specializzazione fluviale-marittima, dando corso ad un progetto pilota, a livello nazionale, improntato alla salvaguardia dei cetacei e delle tartarughe marine.

«L’attività di Enpa in Alto Adriatico con una innumerevole serie di salvataggi e monitoraggi – spiega Marco Pozzi, presidente della sezione Enpa di Lagosanto – assume ancora più importanza alla luce del nuovo riconoscimento. Il traguardo raggiunto, oltre ad assolvere alle normative, può diventare una attrattiva per il sempre maggior numero di turisti che amano gli animali curati, salvati e rimessi in libertà piuttosto che rinchiusi in delfinari». —

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