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la cerimonia  

Il medico umanista è nella storia di Dogato Ecco il parco Paliotto

Franco Corli
Il medico umanista è nella storia di Dogato Ecco il parco Paliotto

Il Comune gli ha dedicato l’area verde di via Mazzini Una vita divisa tra i pazienti e l’amore per il teatro dialettale

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DOGATO. Un medico apprezzatissimo nel proprio paese. Professione a cui affiancava un grande amore per la cultura: era in prima fila nel Gad, il Gruppo autonomo dialettale di Dogato, tra i più famosi del Ferrarese.

Questo è stato Romano Paliotto, andato in pensione nel 1994 e scomparso nel 2008 a 84 anni. Alla sua memoria, ieri in una semplice ma intensa cerimonia, in via Mazzini è stata scoperta una targa ricordo, presenti le autorità locali.

gli aneddoti

«Al dottor Paliotto – ha detto il sindaco Elena Rossi – sarà dedicata la vicina area verde che sarà oggetto di riqualificazione, partecipando ad un bando. Tutti ricordiamo il medico condotto, un ruolo importante un tempo nei piccoli centri, con grande stima e affetto: le visite fatte a casa, l’attesa dei familiari per il responso del malato», ha ricordato il sindaco di Ostellato, fra altri aneddoti.

Accanto alla prima cittadina, c’erano l’assessore comunale Andrea Zappaterra e Paolo Calvano, assessore regionale al bilancio, dogatese doc ed ex sindaco: ha ricordato come da bambino fu guarito «da morsi di ferocissime zanzare, più cattive qui che nell’Argentano da dove provenivo, grazie ad alcune pastiglie che mi diede il dottor Paliotti: per alcuni anni ebbero un effetto salutare».

parla la figlia

È stato commovente il ricordo della figlia del medico, Claudia Alessandra (che a sua volta che ha intrapreso la stessa strada professionale del papà) accompagnata dai nipoti di Paliotti: «Il ricordo di mio padre? In primo luogo, l’attaccamento forte a Dogato, tanto da rifiutare un incarico ospedaliero. Preferì rimanere, fare il medico condotto nel proprio paese. Poi – ha aggiunto la figlia – la grande ironia, che trovava spazio nell’impegno del teatro dialettale, con grandi opere tradotte in vernacolo: nelle commedie c’era l’amore per la cultura che lo accomunava a nostra madre, Alberta, che era la maestra del paese, a sua volta per tanti anni altrettanto amata da tutti».

Scroscianti gli applausi dei presenti, accorsi numerosi alla bella cerimonia nonostante il freddo intenso. Ma col calore nel cuore del ricordo del loro medico condotto. —

Franco Corli

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