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Istruzione e inserimento al lavoro «Quell’esperienza ferrarese vale»

Istruzione e inserimento al lavoro «Quell’esperienza ferrarese vale»

Andrea Gandini, economista Cds, ha collaborato con il neoministro DaLl’idea di comunità educante all’apprendimento fuori dalle aule 

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la testimonianza

Patrizio Bianchi potrebbe portare a livello nazionale le esperienze maturate sul campo a Ferrara e in Emilia, al petrolchimico e nelle università regionali, per intervenire sul punto storicamente debole del sistema dell’istruzione italiano: la capacità di preparare l’inserimento lavorativo. «Lo spero proprio - dice Andrea Gandini, economista Cds che ha collaborato a lungo con il neoministro - i risultati ottenuti con strumenti come Cat e Pil sono stati significativi, e implementare l’alternanza scuola lavoro consentirebbe anche di superare i problemi dei trasporti in questo periodo di pandemia: se una quota di studenti delle superiori sono impegnati in scuola-lavoro non si assembrano». Si tratterebbe di rovesciare la recente tendenza governativa di ridurre gli spazi per la scuola-lavoro.

Le sigle cui si riferisce Gandini sono contratti a termine innovativi e progetti d’inserimento lavorativo basati sulle teorie elaborate a Palo Alto (California), e basate su di un principio semplice: «L’apprendimento avviene molto più rapidamente nel gruppo che individualmente - ricorda Gandini - Tradotto in termini d’istruzione, la comunità educante sta dentro e fuori la scuola, e vanno sviluppate tutte le soluzioni. Nella task force nazionale per la ripartenza della scuola questi concetti c’erano, ne abbiamo parlato con Bianchi nei mesi precedenti e sono convinto che lui abbia le idee chiare sui cambiamenti, profondi, da apportare».

Come assessore regionale all’Istruzione il neoministro aveva spinto per le applicazione nelle università emiliane, a partire da Ferrara, i Pil sotto forma di master post laurea o progetti da ultimo anno, ma qui la sinergia con il dicastero all’Università andrebbe ricercata con mediazioni. Bianchi aveva anche sviluppato a livello regionale gli Istituti tecnici superiori (a Ferrara quello delle costruzioni), «sono gli unici sbocchi non universitari per i diplomati, che attirano pochi studenti in raffronto alle medie europee. Mi aspetto - conclude il responsabile Cds - che Bianchi tenti di rafforzarli». —

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