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L’intervista  

Un cd per San Valentino Bottoni: la musica è amore

Gian Pietro Zerbini
Un cd per San Valentino Bottoni: la musica è amore

Il direttore artistico del Buskers Festival impegnato nell’edizione 2021 A causa della pandemia usiamo lo streaming per selezionare i gruppi

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Gian Pietro Zerbini

È uscito il suo nuovo Cd “Canto” e ci tiene a presentarlo in occasione della festa di San Valentino, perché è un atto di amore verso la musica. Stefano Bottoni, ideatore e direttore artistico del Ferrara Bskers Festival, traccia un bilancio della sua attività.

Come è cambiato il lavoro del direttore artistico del Ferrara Buskers Festival nel periodo della pandemia?

«Più che il mio lavoro - iniziato nel 1988 con un fax e già questo sembra incredibile - ciò che è cambiato è la nostra testa, il modo di guardare le cose e la necessità di inventarsi nuove possibilità. Nel 2020 il Festival è stato tra i pochissimi eventi live realizzati in tutto il mondo e questo bisogna ricordarlo. Ma soprattutto, oltre all’elevato livello artistico, è importante ricordare la sicurezza con cui si è svolto l’evento: zero casi tra pubblico, staff e artisti e un forte impulso dato dal festival al settore alberghiero e commerciale, duramente colpito. Un’edizione ridotta, ma davvero speciale, coronata dalla performance di Gianna Nannini. I miei occhi cercano di essere ottimisti per il futuro pur mantenendo alta l’attenzione alla situazione generale. Stiamo lavorando perché tutto sia pronto per il 25 agosto 2021. Per parlare prettamente del mio lavoro, continuo a cercare gruppi buskers per le strade (quando possibile) ma oggi posso trovarli anche attraverso uno schermo. D’altronde anche noi ci stiamo specializzando nello streaming».

Ha fatto un album - cd come è nato e cosa rappresenta?

«Che dire, come è nato ancora non me lo spiego, forse da una battuta di una lontana amica raccolta poi da Paolo Martorana, produttore dell’album, che un giorno mi ha “invitato” in Studio a registrare con tanti amici musicisti 11 brani. Tra vecchi e apparentemente datati, oltre ad alcuni nuovi per l’occasione con, in chiusura, un brano live “Campi di Mais” eseguito durante un nostro Concerto a Ferrara anni fa avendo come super ospiti da Roma i cari Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco. Devo dire poi che tanti amici, conoscendomi bene, si sono sorpresi di vedere pubblicato un cd ufficiale con bollino Siae, come è emozionante per me vederlo ora esposto nelle vetrine dello storico negozio Pistelli e Bartolucci».

Ma come nasce una canzone?

«Come nasce? Un po’ come nasce un bacio. Così, all’improvviso e senza preavviso, lasciandomi andare alla fantasia più sfrenata e liberatoria buttando giù parole quasi a caso e senza un senso logico unite a frammenti di ricordi impressi bene in mente da anni con qualche termine anglosassone a fare il ritmo».

A proposito di ricordi, il libro “Un Caffè da Compay”?

« Come dice il poeta “I ricordi sono fatti per essere ricordati” e quelli buoni, curiosi e divertenti, mi sono saltati fuori a decine, uno dopo l’altro e senza forzatura alcuna. Così ho iniziato a scrivere questo libro, partendo da quando da bambino mi persi tra la folla di un concerto a Rimini, fino al mio viaggio a L’Havana proprio a casa di Compay Segundo dei Buena Vista Social Club. Quel giorno mi offrì un caffè nel suo giardino e mi regalò un sigaro. Ovviamente racconto anche di quando Lucio Dalla e Luigi Ontani entrarono nella mia officina da fabbro. Ho la fortuna di aver realizzato tanti sogni ma, devo dire, ne ho ancora tanti nel cassetto sempre aperto però».

Oggi è San Valentino i Buskers hanno fatto innamorare tanta gente così come la musica. Vero?

«Mi piace questa domanda! Al festival sono nati tanti amori e tanti… bambini e, soprattutto, amicizie sincere anche tra persone di paesi lontanissimi tra loro. Il Festival è nato quanto non si poteva viaggiare molto e ha sempre portato vicinanza tra le persone. Ballare vicini e, nel 2020, ballare da seduti anche se distanziati, ha mosso emozioni importanti. La musica di strada fa di certo innamorare».

Un ricordo di quel lontano 1988 dove tutto nacque nel segno dei buskers?

«Ricordo una Ferrara curiosa e accogliente ma devo anche dire che l’ospitalità dei cittadini verso i buskers è aumentata anno dopo anno. Oggi l’affetto verso il Festival si sente moltissimo, soprattutto dopo un anno come il 2020. Ferrara e i ferraresi sono davvero bellissimi». —

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