«C’è qualcuno ancora in casa» Le operazioni slittano di un’ora
Controlli serrati per ore in tutte le vie del paese Necessario l’intervento dei vigili in un’abitazione Ma alla fine era vuota
BOCCALEONE. L’intera operazione ha subito oltre un’ora di ritardo per il sospetto che alcune famiglie residenti all’interno dell’area dichiarata “rossa”, non si fossero allontanate dalla propria abitazione. Prima che venisse dichiarata la chiusura totale dell’area, carabinieri della stazione di Argenta e agenti della polizia locale, hanno effettuato svariati controlli in tutte le vie di Boccaleone tenendo conto anche di quanto, nei giorni precedenti, avevano dichiarato al personale del censimento le famiglie interessate all’evacuazione.
E proprio da questi conteggi è risultato che una persona residente in una palazzina in Strada del Crocifisso, a 150 metri dalla bomba, non era stata vista uscire.
l’allarme
Porte e finestre erano chiuse e a quel punto, oltre ai carabinieri presenti è intervenuto anche l’assessore Sauro Borea che ha invitato l’uomo ad uscire. M ancora nessuna risposta. Per ulteriore scrupolo qualche minuto dopo dagli stessi vigili del fuoco saliti con una scala fino alla finestra e dopo aver verificato che non c’erano persone all’interno, lo hanno comunicato al centro operativo.
Stesse verifiche su altre famiglie sospettate di non essere uscite sono state fatte in due abitazioni di via Viazzola e anche qui tutto era chiuso e dall’interno nessuno ha risposto all’invito del commissario Riccardo Tumiati e degli assessori Borea e Cillani, di uscire. Un scrupolo in più che ha permesso di dare l’ok agli artificieri e al tempo stesso necessario per un’operazione di evacuazione mai vista nell’Argentano dal dopoguerra. —
G. C.
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