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I medici di base ad Asl e Regione «Vaccinazioni, noi non coinvolti»

Gi.Ca.
I medici di base ad Asl e Regione «Vaccinazioni, noi non coinvolti»

Casaroli (Fimmg): dopo i primi approcci nessuno ci ha più contattato «E invece possiamo dare un contributo importante all’adesione» 

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la protesta

Il segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Claudio Casaroli, è convinto che all’organizzazione della campagna di vaccinazione di massa manchi un tassello tutt’altro che irrilevante: il contributo dei medici di base. «Sono i professionisti che conoscono l’utenza, hanno contatti personali con i pazienti e hanno le informazioni più complete sulle loro condizioni di salute, possono quindi coinvolgerli meglio di altri in una delle più ampie e complesse operazioni a carico del sistema sanitario i cui effetti dipendono anche e soprattutto dall’adesione dei cittadini», spiega Casaroli. Ma questo, aggiunge, non è avvenuto.

Un approccio positivo era stato avviato dall’Asl qualche tempo fa, ricorda il sindacalista, quando sembrava che il contributo dei medici di famiglia potesse unirsi a quello delle altre categorie arruolate per vaccinare il maggior numero possibile di persone nel minor tempo possibile. «Siamo in tanti, possiamo incidere in modo sostanziale sull’evoluzione della campagna - prosegue Casaroli - Il rapporto che abbiamo con i nostri assistiti potrebbe veramente essere la chiave per innalzare l’adesione della popolazione. Purtroppo dopo i primi contatti il dialogo si è interrotto e questa situazione potrebbe avere riflessi importanti sul rapporto con l’attuale direzione dell’Asl».

L’invito rivolto alla Regione e all’azienda territoriale è di riprendere i contatti al più presto «e di non perdere un’occasione che va a vantaggio di tutti». Casaroli guarda con diffidenza alle prese di posizione critiche assunte da alcuni medici privati italiani che rifiutano il vaccino di Astrazeneca (che viene somministrato all’utenza under 55) perché ritengono di essere meno tutelati dei colleghi che lavorano nel pubblico che hanno avuto accesso agli altri due vaccini (Pfizer e Moderna). Questi ultimi garantirebbero una maggiore copertura contro il Covid. «Il vaccino di Astrazeneca è stato autorizzato da Oms, Ema e Aifa – conclude Casaroli – Quindi è un farmaco idoneo a garantire la protezione contro il virus. Non credo che si possano fare distinzioni fra vaccini che hanno avuto il via libera dalle autorità di vigilanza. E non voglio neanche partecipare a queste polemiche». —

Gi.Ca.

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