L’intervento più delicato è stato il despolettamento
«Ci vuole la massima attenzione, nulla può essere lasciato al caso» Polizia, carabinieri, vigili del fuoco e polizia locale a dare supporto
il racconto
Alle 10.35 di ieri mattina la bomba è stata spolettata. Altri 30 minuti di attesa, quindi le verifiche dell’artificiere e il residuato bellico sganciato da un aereo americano su Boccaleone è stato considerato in sicurezza pronto per essere trasportato a Filo di Alfonsine per il brillamento. E la tensione ha iniziato a calare perché l’operazione ha rappresentato il lavoro più delicato e rischioso, soprattutto per il caporale maggiore capo scelto Angelo Buscemi, 42 anni, un professionista con esperienze in Iraq, Afganistan dell’8 º reggimento guastatori della Folgore di Legnano, un reparto comandato dal colonnello Gianluca Dello Monaco. E proprio l’ufficiale con a fianco l’addetto stampa, il maggiore Giuseppe La Ianca, ha spiegato il lavoro iniziato almeno 20 giorni fa e che ha visto coinvolti 35 militari.
la bomba
Si è iniziato col mettere in sicurezza la sede di uno dei due meccanismi d’innesco che si è staccato o nel momento di sgancio dall’aereo o nell’impatto al suolo. Quindi, valutata l’altra spoletta, la bomba è stata spostata su un mucchio di terra.
Tutto attorno è stato costruito una sorta di bunker alto tre metri e mezzo realizzato con della sabbia contenuta in appositi silos. Un “edificio” necessario per evitare che in caso di esplosione, il raggio di distruzione si riducesse da 1.300 ai 468 metri, tanto quanta è stata l’area messa in sicurezza su Boccaleone.
l’intervento
Tecnicamente, l’artificiere Buscemi, ha calettato sulla parte sporgente della spoletta, una sorta di manubrio con all’estremità due razzi contrapposti, compresi degli elastici in tensione. Allontanatisi poi a 500 metri, con un comando a distanza ha fatto partire i razzi che hanno fatto girare il manubrio fino all’allontanamento dell’innesco dalla bomba grazie agli elastici. La spoletta è stata suddivisa in due parti e fatta brillare sul posto. Il tutto gestito con scrupolo dall’artificiere Bisegni . «In effetti – precisa – devo porre la massima attenzione su tutto: nulla deve essere lasciato al caso». Il convoglio scortato da polizia, carabinieri, vigili del fuoco ha imboccato la statale Adriatica, quindi, la provinciale Ponte Bastia-Longastrino per arrivare nella zona di brillamento dove fin da sabato è stata scavata una ampia buca. All’interno è stata messa la bomba “affiancata” da sei chili di tritolo necessari per il brillamento. Il prefetto Michele Capanaro riceverà tutti i responsabili questa mattina alle 11 a Ferrara. —
Giorgio Carnaroli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google