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La bomba è esplosa Boccaleone tira un sospiro di sollievo

Annarita Bova
La bomba è esplosa Boccaleone tira un sospiro di sollievo

Operazioni iniziate all’alba con il disinnesco dell’ordigno bellico da 500 libbre Il centro operativo in Comune e alle 15.25 il brillamento in aperta campagna 

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boccaleone. Alle 15.25 di ieri la bomba da 500 libbre trovata in un campo a Boccaleone è esplosa in aperta campagna a Filo di Alfonsine. E tutti hanno tirato un sospiro di sollievo dopo una lunga mattina iniziata all’alba. L’ordigno risalente alla seconda guerra mondiale e rimasto nascosto sotto terra per più di 70 anni, è stato fatto brillare dagli artificieri gli artificieri in forza all’ 8º reggimento genio guastatori paracadutisti “Folgore” dell’Esercito. Le operazioni sono state coordinate dalla Prefettura di Ferrara che per l’occasione ha costituito il Com (Centro operativo misto) nella sala consigliare del municipio di Argenta.

centro operativo

La giornata è iniziata alle 7.30, con il termometro che segnava meno sette gradi, i campi ghiacciati e nemmeno una nuvola in cielo. L’esercito ha lavorato per otto giorni mettendo la zona in sicurezza e costruendo attorno all’ordigno una sorta di fortino, a protezione dei militari stessi e soprattutto delle persone che abitano in paese.

«Sì, dopo 75 anni una bomba può ancora esplodere – spiega il colonnello Gianluca Dello Monaco –. Il tritolo resta attivo, esattamente uguale a come era nel 1945. Ecco perché la paura c’è ed giusto che ci sia. Noi operiamo in sicurezza, nulla è lasciato al caso. A lavorare ci sono i massimi esperti ma nulla si può escludere al 100%». In effetti quella bomba fa paura solo a guardarla. «In realtà siamo sempre all’opera – va avanti il colonnello-, sono tantissime le bombe inesplose in particolare modo nelle zone dove la guerra ha lasciato il segno».

in sicurezza

Ieri mattina la macchina, delicata e complessa, si è messa in moto con uno spiegamento di forze davvero importante. Esercito, polizia, carabinieri, polizia locale, vigili del fuoco hanno lavorato coordinandosi in maniera impeccabile. In prima linea Protezione civile e Croce Rossa e anche le associazioni di volontariato sono state come sempre indispensabili. Alle 10 il Prefetto di Ferrara Mi chele Campanaro è arrivato in Comune e ha voluto conoscere lo stato delle operazioni nei minimi dettagli preoccupandosi in particolare modo della sicurezza dei cittadini.

Dopo qualche minuto, accompagnato dal sindaco di Argenta Andrea Baldini, si è diretto a Boccaleone per un ultimo giro di perlustrazione prima di dare il suo via libera alle operazioni di disinnesco, durate circa un’ora.

disinnescata

Alle 11.30 l’ordigno, ormai quasi del tutto innocuo ma comunque da guardare sempre con sospetto, è stato caricato su un trattorino perché intanto col sole il ghiaccio ha lasciato il posto al fango e per i mezzi pesanti dell’esercito sarebbe stato difficile raggiungere il fortino.

Accompagnata dai militari la bomba ha percorso qualche decina di metri sul carretto, guidato lentamente e con la massima attenzione fin sulla strada da uno dei militari.

i timori

Il modo in cui gli uomini dell’esercito procedono, la lentezza e la calma fredda con cui portano avanti le operazioni, ben rende l’idea della potenziale pericolosità dell’arma e della necessità di calcolare anche il minimo spostamento. La bomba, imbracata, è stata attaccata a due grossi ganci, sollevata pian piano con la gru, posizionata sul rimorchio di un camion ed incastrata tra assi di legno che ne hanno impedito ogni tipo di movimento.

Alle 12.30 Boccaleone è stata ancora una volta liberata. L’ordigno, scortato da tutte le forze dell’ordine, ha iniziato il viaggio verso Filo di Alfonsine e la carovana non è certo passata inosservata. Trenta minuti e poi l’arrivo in aperta campagna dove era già pronta una grossa buca profonda più di 5 metri. Alle 15.25 il conto alla rovescia e poi l’esplosione, sorda ma forte e chiara. Gli uccelli che scappano, gli occhi che si chiudono e il sospiro di sollievo di tutti i militari ed in particolar modo del Maggiore La Ianca, che è riuscito ad incastrare tutte le tessere del difficile puzzle. —

Annarita Bova

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