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Odissea del turismo Perso un milione di presenze nel 2020

Odissea del turismo Perso un milione di presenze nel 2020

Il riepilogo di un’annata pesantemente condizionata dal covid Lidi (-33,3%), Ferrara (-53,7%) e il futuro è ancora incertissimo

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Il covid ha causato una vera odissea per il turismo. È stato - e purtroppo lo è ancora - uno dei settori economici più pesantemente colpito dagli effetti della pandemia. Tra lockdown, zona rossa, arancione o gialla, tra limitazioni nei trasporti e negli spostamenti, chiusure di attività ricettive per molti mesi, i risultati non potevano che essere ampiamente negativi e il confronto con il 2019 è impietoso. È evidente che proprio gli impedimenti nello spostamento delle persone, materia prima vitale per il turismo, hanno avuto come risultato il peggior dato negli ultimi decenni.

UN milione che pesa

Alla fine di un devastante 2020, alla conta mancano un milione di presenze turistiche in provincia di Ferrara rispetto allo s corso anno, e quasi un milione e mezzo rispetto al 2017, che aveva fatto registrare un vero boom nei flussi turistici soprattutto a livello balneare per i nostri Lidi. Un milione in meno che rappresenta in termini percentuali un -37,1% raffrontato al 2019. E dire che la provincia di Ferrara con questo dato è stata quella che ha perso meno in termini percentuali in regione.

L’effetto Lidi

Magrissima consolazione dirà qualcuno di fronte ad una perdita così rilevante di turisti, ma comunque bisogna cogliere segni importanti da annate disastrose come quella appena passata e trovare pure risvolti positivi. E qualcosa rimane, soprattutto una serie di segni positivi sul flusso di turisti sui Lidi Comacchiesi, che hanno fatto registrare negli ultimi quattro mesi un incremento di presenze, andando a livellare i dati spaventosi della primavera. A fine anno il turismo balneare ha contato esattamente un ammanco di un terzo rispetto all’anno precedente (-33,3%), limando una deficit accumulato durante la maledetta primavera che aveva portato a quasi il 100% in meno per via del lockdown totale. Merito principalmente dei turisti italiani, probabilmente impossibilitati a complicate trasferta in mete più lontane e qui anche il fattore seconde case ha dato una spinta importante per attirare gente. Un’opportunità da cogliere e che fa riflettere gli operatori anche in vista dei prossimi mesi. Rispetto ad altre zone marittime la stagione balneare non ha riservato quindi sorprese così brutte.

Il dato di Ferrara

La stagione turistica a Ferrara città è andata in termini percentuali, numerici e di raffronto con le altre realtà provinciali del territorio meno bene di quella dei Lidi. Il 2020 passa agli archivi con un eloquente -53,7, fermando le presenze a 221mila. Italiani grandi assenti -43,1%, ma soprattutto stranieri -75,1% (perduti tre quarti dei pernottamenti esteri) e il traguardo mantra minimo per gli operatori di mezzo milione di presenza all’anno per la città d’arte non è mai stato così lontano. È ovvio che anche qui, tra lockdown, musei chiusi e alberghi a mezzo servizio per via della pandemia,è stato precluso a molti la possibilità di una vacanza all’ombra del Castello. La cosa positiva è che si sta cercando di investire in termini di promozione in vista di tempi migliori per veicolari l’immagine della città in Italia e perché no, nel mondo. Occorre però fare anche una serie riflessione per creare maggiori sinergie tra operatori e soprattutto tra gli enti che collaborano nel territorio su questo settore delicato, che ha visto tante persone rimanere per mesi senza lavoro. Per Ferrara, come dimostrano anche i dati pre covid, il turismo rappresenta una risorsa importantissima. È stato un anno zero, ma bisogna ripartire e farsi trovare pronti a cogliere le varie opportunità. La cancellazione di eventi e manifestazioni che ha portato a limitazioni nella programmazione annuale ha danneggiato maggiormente Ferrara che i Lidi, ma probabilmente c’è ancora molto da lavorare per una maggiore sinergia tra città e territorio, in modo da convogliare maggiormente i turisti in vacanza ai Lidi in città e viceversa anche nei periodi dell’anno meno balneari.

Futuro incerto

Intanto permangono incertezze anche su questo 2021 partito addirittura in zona rossa e con il divieto ancora in tutta Italia di spostarsi tra regioni. La speranza è legata a una soluzione dell’emergenza epidemiologica in tempi ragionevoli, confidando negli effetti della vaccinazione di massa, ma occorre farsi trovare pronti per non perdere altro tempo. —

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