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Bomba, evacuazione e paure Cittadini promossi a pieni voti

Giorgio Carnaroli
Bomba, evacuazione e paure Cittadini promossi a pieni voti

Il prefetto Campanaro si è complimentato con militari, forze dell’ordine e sindaco Risolta senza problemi anche la questione della forzata chiusura del gas

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BOCCALEONE. Tutto è tornato alla normalità nella piccola frazione di Boccalone, dopo che la bomba da 500 libbre trovata in un campo è stata fatta brillare. «Il rischio zero non esiste; hanno detto a più riprese e fin dall’inizio i militari della Folgore chiamati a gestire le operazioni. Tra le decine di precauzioni anche, se non soprattutto, la chiusura del gas: «Non voglio metano nei tubi che passano sotto Boccaleone», aveva fatto sapere nel corso del primo vertici sul campo uno degli artificieri responsabile del despolettamento: troppo rischio in caso di inaspettata esplosione della bomba. Una preoccupazione che i tecnici di Soelia hanno dovuto risolvere, altrimenti si sarebbe bloccata tutta l’operazione.

l’intervento

In pratica, sono state chiuse delle saracinesche e al termine dell’operazione riaperte. La preoccupazione è però stata che qualcuno dovendo evacuare dalla casa, avesse dimenticato accesi vecchi fornelli senza termocoppia, quel meccanismo necessario per bloccare l’uscita del metano. «Con i miei colleghi – racconta Enrico Baldassari, responsabile della sezione gas di Soelia – ci siamo trovati per studiare il modo di come risolvere la richiesta della Prefettura. Dapprima abbiamo fatto delle prove per essere sicuri che fosse tutto ok, poi, abbiamo informato tutte le famiglie di chiudere la valvola vicina al contatore. Domenica mattina alle 5.30 abbiamo agito con delle apposite chiavi su alcune valvole interrate: una in via Crocetta all’incrocio con via Sant’Antonio ad Argenta e l’altra vicino alla curva del metano a Consandolo. Praticamente 210 famiglie sono state isolate».

Questo prima dell’inizio dell’operazione ma dopo, riaprire e dare pressione «non abbiamo riscontrato difetti – aggiunge Baldassari –. Avuto il via libera dal comando operativo, con tutte le cautele del caso abbiamo riaperto le valvole interrate e con i colleghi Gabriele Vallieri, Massimo Zagni e Marco Montanari siamo andati casa per casa verificando se la valvola del contatore fossero state chiuse e la gente è stata impeccabile anche in questo».

Molto più sollevato anche l’assessore Sauro Borea: «Non nascondo che la chiusura della rete del metano su Boccaleone ci aveva preoccupato e oggi (domenica; ndr), a conclusione della riattivazione, sono davvero soddisfatto per la professionalità dimostrata dai tecnici di Soelia quale gestore di un servizio importante come la distribuzione gas metano soprattutto in tema di sicurezza per la cittadinanza».

l’incontro

Intanto, ieri mattina il colonnello Gianluca Dello Monaco e gli uomini dell’8º Reggimento guastatori paracadutisti Folgore di Legnago sono stati ricevuti dal prefetto Michele Campanaro, ed era presente anche il sindaco di Argenta, Andrea Baldini. Il prefetto ha ringraziato «per l’alta professionalità e competenza con cui hanno condotto le delicate operazioni di disinnesco e neutralizzazione dell’ordigno. Un sincero ringraziamento rivolgo, inoltre, a tutta la comunità di Boccaleone, per la piena collaborazione nella delicata fase di gestione della evacuazione dell’abitato, ed al sindaco e all’amministrazione comunale di Argenta per il prezioso supporto garantito a tutte le componenti del complesso dispositivo di protezione civile impegnate sul teatro delle operazioni».

Il prefetto ha ringraziato anche suoi collaboratori della Prefettura, le forze dell’ordine, la polizia locale, la Croce Rossa Italiana, l’Anas, i gestori di pubblici servizi e i tanti volontari della Protezione civile, «che hanno lavorato con dedizione all’interno del Centro operativo misto, la “cabina di regia” di tutta l’operazione».

L’ordigno rimasto nascosto sotto terra per più di 70 anni, è stato fatto brillare dagli artificieri dell’8° Reggimento Genio guastatori paracadutisti “Folgore” dell’esercito. Le operazioni sono state coordinate dalla prefettura di Ferrara che per l’occasione ha costituito il Com (Centro operativo misto) nella sala consigliare del municipio di Argenta. L’intera attività di pianificazione ha avuto inizio con la riunione del 25 gennaio scorso, presieduta dal prefetto Campanaro, per una prima analisi del rischio generato dagli effetti di una eventuale detonazione dell’ordigno che è stato fatto brillare domenica. —

Giorgio Carnaroli

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