La Nuova Ferrara

Ferrara

comacchio  

Dai risparmi di Clara vantaggi per gli utenti Ma è scontro politico

Katia Romagnoli

Dall’azienda costi di gestione più bassi per 116mila euro  Fabbri: «Tomasi ha votato no». Lei: «Polemica sterile»

3 MINUTI DI LETTURA





COMACCHIO. Punto nevralgico della seduta consiliare dell’altra sera, durata quattro ore e un quarto, è stata indubbiamente la delibera dei presa d’atto del Pef, il piano economico finanziario di Clara che, per il Comune di Comacchio, comporterà un risparmio di 116mila euro, con conseguente futura riduzione della tariffa a carico dei contribuenti.

Proprio la delibera, che è stata approvata poi con il solo voto della maggioranza e con l’astensione di tutta la minoranza (Per fare, Pd, La città futura/M5s), ha scatenato accuse incrociate tra l’ex sindaco lagunare Marco Fabbri, ora consigliere della lista Per fare, e la deputata leghista, nonché vicesindaco, Maura Tomasi.

la relazione di cardi

Tutto prende origine dall’illustrazione del Pef ad opera dell’assessore all’ambiente Antonio Cardi: citando Comacchio e Portomaggiore quali esempi di Comuni virtuosi rispetto agli altri soci di Clara, ha evidenziato che proprio il Comune lagunare ha visto nel secondo semestre del 2020 «un 1,06% di riduzione del costo di gestione della raccolta differenziata dei rifiuti, che si tradurrà in un risparmio di 116mila euro, somma che andrà a conguaglio nel prossimo Pef».

Cardi ha poi spiegato di aver formulato un voto contrario all’attuale gestione di Clara, durante l’assemblea del 23 dicembre scorso, chiedendo successivamente informazioni, in merito al piano di risanamento aziendale, all’interno del quale «un posto di rilievo, a parere di questa amministrazione, lo avrà il Palazzo delle Saline, oggetto di un concorso di idee». Cardi poi riferisce che a seguito dell’incontro convocato il 4 febbraio nel municipio di Fiscaglia per andare a fondo sugli aspetti societari del bilancio di Clara, è emerso l’impegno da parte dell’azienda di avviare uno studio che, non appena pronto, sarà sottoposto all’esame del consiglio comunale.

A quel punto interviene Fabbri per chiedere se la presa d’atto oggetto della delibera al voto della seduta consiliare fosse una minor spesa (116mila euro) con ricaduta sul bilancio comunale in discussione. Cardi e il dirigente Santaniello chiariscono che si tratta di un conguaglio che sarà scontato nel prossimo Pef di Clara, senza sfociare nel bilancio di previsione dell’ente, ma a quel punto monta la polemica.

botta e risposta

«Trovo che ci sia un corto circuito – osserva Fabbri – tra la delibera di cui ci chiedete di prendere atto, che di fatto approva un Pef che vede anche un risparmio per l’ente, quando siamo di fronte ad una votazione opposta dell’assessore delegato del sindaco, Maura Tomasi, che nell’ultimo incontro ha votato contro».

Dopo un botta e risposta per la discrepanza tra le date delle assemblee di Clara e del Consiglio locale di Atersir, Cardi ha ribadito che «in assemblea di Clara sostanzialmente è stato dato un voto di sfiducia all’attuale gestione con richiesta, in tempi brevi, di un piano di risanamento aziendale».

Secondo i verbali mostrati da Fabbri, al voto ha partecipato il vicesindaco Maura Tomasi, che prende la parola: «Quello è stato un voto politico, è una polemica sterile. L’unico che non deve parlare di Clara è l’ex sindaco Fabbri, che ci ha fatto entrare in una società con 20 milioni di debiti e che oggi ha grossi problemi». Dopo un tentativo, con tanto di scuse, di zittire Fabbri da parte del consigliere Bruno Calderoni (FdI), il risparmio da 116mila euro è stato approvato con i dieci voti favorevoli della maggioranza e le sei astensioni della minoranza. —

Katia Romagnoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google