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Ferri: «Aiutiamo le donne che vogliono fare impresa»

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Gisella Ferri, mamma, imprenditrice di successo e presidente del Comitato provinciale per l’Imprenditoria Femminile della Camera di commercio.

Presidente Ferri, quali sono le aree di intervento del Comitato Imprenditoria Femminile di Ferrara?

«Accompagniamo le donne che desiderano fare impresa fin dalle prime fasi di avvio con molteplici attività: dall'assistenza all'orientamento alla formazione per implementare le competenze manageriali strategiche finalizzate all’innovazione e alla competitività. Sosteniamo, in una logica di sistema con le istituzioni e le associazioni di categoria, la crescita qualitativa dell’imprenditoria femminile ferrarese intervenendo su temi importanti come l’internazionalizzazione, l’accesso al credito, lo sviluppo delle Reti tra imprese, la responsabilità sociale, la conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia, la leadership femminile. In poco più di quattro anni, abbiamo finanziato oltre 60 progetti di impresa con al centro l’attenzione alle persone, la sostenibilità, la digitalizzazione e la valorizzazione dei prodotti tipici».

Che cosa significa fare impresa per una donna ai tempi della crisi?

«Sono tante le donne ferraresi che hanno avuto la capacità di trasformare fattori di svantaggio (pregiudizi e retaggi culturali) in elementi di competitività, riuscendo ad anticipare i fattori di novità del mercato. Ma siamo ancora lontani dall’obiettivo di creare una cultura del lavoro e un ambiente professionale amico delle donne, attento alle loro esigenze, capace di accogliere e valorizzare le loro capacità. Sono convinta, infatti, che un mercato del lavoro più giusto ed equo, che premi il merito, le idee innovative e sostenibili, sarà sicuramente aperto ai talenti femminili, alla loro capacità di trasformare quelle idee in imprese vincenti».

Il tema conciliazione dei tempi di vita e di lavoro è molto sentito in Italia. Come si fa ad essere donna, mamma e lavoratrice?

«Questo è uno dei temi sul quale il Comitato continuerà a battersi. Le donne, a prescindere dal tipo di lavoro che svolgono, dipendente o autonomo, devono poter contare sugli stessi diritti e tutele in caso di maternità o di malattia. Permangono purtroppo sacche di pregiudizio verso il lavoro delle donne, però non dobbiamo trincerarci dietro quello che talvolta diventa un alibi per mascherare le nostre esitazioni e le nostre debolezze: se sei brava, azzecchi l’idea giusta, non c’è pregiudizio che tenga, il mercato ti premia. In sostanza, nella diversità occorre fare la differenza creando una prospettiva che è base per il futuro delle prossime leve imprenditoriali».

Qual è il pensiero che ogni giorno anima il suo lavoro da imprenditrice?

«La piena parità nel lavoro è un motore di sviluppo, la discriminazione, invece, ne costituisce un freno. Mi auguro che sempre più si rafforzi la presenza delle donne». —

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