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Le profumerie “Douglas” annunciano la chiusura di 17 negozi: ira sindacati

Maurizio Barbieri

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La direzione della catena di profumerie Douglas Italia ha comunicato ai sindacati l’avvio di un immediato piano di riorganizzazione della rete di negozi con relative chiusure in seguito alle ingenti perdite di fatturato e redditività registrate a causa degli effetti della pandemia da Covid-19 motivando questa scelta con la necessità di salvaguardare la liquidità del Gruppo. L’operazione coinvolgerà tutta la rete dei negozi in Europa e riguarderà anche alcune profumerie situate in Emilia-Romagna.

In ansia anche le profumerie del Ferrarese visto che Douglas è presente con quattro negozi, tre a Ferrara e uno a Cento.

L’impatto del piano sulla country italiana, ha annunciato la direzione aziendale, sarà rilevante per il numero di chiusure, ancora da definire, effettuate nel giro di 12-24 mesi. La valutazione, sottolinea Douglas Italia, anche sul perimetro dei negozi in perdita prima della pandemia e considerati non profittevoli.

La direzione ha già annunciato la chiusura di 17 punti vendita entro il 31 marzo di questo anno in Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Sicilia e Sardegna. Immediata la reazione dei sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori.

Un incontro tra sindacati e direzione ha avuto luogo l 8 febbraio. Il sindacato ha diffidato l’azienda dal mettere in atto azioni unilaterali e trasferimenti che celano in realtà i licenziamenti.

I sindacati hanno stigmatizzato «la mancata attivazione di un confronto preventivo, situazione che ha determinato un atto di oggettiva lesione di normali e positive relazioni sindacali».

Le tre sigle puntano il dito contro «l’ennesimo atto volto a destrutturare ulteriormente la rete di negozi in Italia ricordando che a inizio del 2019, Douglas Italia aveva già annunciato la chiusura di 35 negozi in Italia, in parte per effetto di contratti d’affitto non rinnovati, in parte per redditività negativa».

«Proprio in occasione dell’ultima proroga del contratto di solidarietà – aggiungono i sindacati – era stato firmato un verbale d’accordo in cui si dichiaravano superati i problemi di carattere occupazionale anche in seguito al processo di acquisizione dei marchi Limoni e La Gardenia, con il mantenimento del perimetro esistente». –

Maurizio Barbieri

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