Muore al Sant’Anna dopo due interventi Avvisi di garanzia a quindici medici
La procura indaga, come atto dovuto, sul decesso di 84enne Operato prima per frattura del femore poi per complicazioni
Aveva 84 anni, e dopo una caduta in casa e la conseguente frattura del femore era stato ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Cona il 17 gennaio e dopo un primo intervento ortopedico per la frattura era stato di nuovo operato per una complicazione intervenuta per una peritonite ed è morto il 5 febbraio scorso.
Aperta l’inchiesta
Ora, sulle cause della morte di Fulvio Campanella e per individuare eventuali negligenze da parte dei sanitari che lo hanno curato, operato e poi gestito durante le tre settimane, la procura ha aperto una inchiesta penale, con l’ipotesi camonica di omicidio colposo, ed ha inviato avvisi di garanzia a 15 medici dei vari reparti in cui l’uomo è transitato durante al degenza e per i due interventi subiti.
Il pm Fabrizio Valloni – come atto dovuto, lo ribadiamo, a scanso di equivoci, ossia atti giudiziari necessari per potere indagare – ha fissato a domani mattina l’autopsia giudiziaria conferendo l’incarico al medico legale Matteo Tudini di Bologna. Il perito della procura dovrà individuare se vi possano essere responsabilità dicevamo, dei medici che lo hanno seguito durante il periodo di degenza all’interno del Sant’Anna. Ad attivare la procura i familiari dell’anziano seguiti dall’avvocato Stefano Lovati con studio a Bolzano, al quale si è rivolto il figlio dell’anziano.
Patologie pregresse
Da quanto si apprende occorre molta cautela per raccontare la vicenda poiché si tratta di un anziano che aveva patologie pregresse, che viveva solo e che al momento del ricovero in ospedale per la frattura la femore, conseguente ad una caduta, venne sottoposto a tutte le visite possibili e quindi venne individuata una situazione di scompenso fisico con una insufficienza renale pronunciata, mai diagnosticata prima. Dopo il suo accesso in ospedale ai primi di febbraio, venne subito operato al femore, e i chirurghi ortopedici riuscirono a ricomporre la frattura con un intervento operatorio riuscito. Quindi la degenza, ma dopo alcuni giorni l’uomo inizia a stare male e viene individuata una peritonite con perforazione dell’intestino, e da quanto spiega la lettura medica, si tratta di sequenze purtroppo molto ricorrenti.
decesso il 5 febbraio
L’anziano viene subito operato d’urgenza nel reparto di chirurgia ma le sue condizioni restarono critiche e dopo il ricovero in rianimazione, il decesso registrato il 5 febbraio scorso. Da qui l’attivazione dell’indagine come vuole la prassi, la procura ha – tramite la lettura delle cartelle cliniche – individuato tutti i sanitari che hanno avuto a che fare con il paziente nei vari reparti dall’Ortopedia, alla chirurgia, alla rianimazione, i medici che lo seguirono e lo operarono.
Ora l’invito a costituirsi in vista della nomina del perito della procura, il dottor Matteo Tudini, che domani verrà nominato dal pm Valloni e inizierà gli esami dell’autopsia assieme ai consulenti di difesa che potranno essere nominati e di cui potranno avvalersi i 15 medici indagati. –
Daniele Predieri
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