Una vita per i poveri poi parroco di Aguscello Si è spento don Maschi
La Diocesi di Ferrara è in lutto: si è spento ieri all’ospedale di Negrar, in provincia di Verona, dove era ricoverato, don Angelo Maschi, parroco di Aguscello da circa 15 anni.
Qui a Ferrara era arrivato nel 2007 dopo aver svolto il suo ministero sacerdotale in Italia e in Brasile, come missionario. Infatti, nel 2005, dopo tanti anni nel paese sudamericano gli venne chiesto di rientrare in Italia e prestare il suo servizio per la delegazione San Giovanni Calabria, e fino al 2007 si era fermato in Casa Madre quindi la nomina come parroco di Aguscello.
Dopo il decesso, la salma di don Angelo riceverà l’estremo saluto venerdì prossimo presso la Chiesa della Casa Madre di don Calabria nella celebrazione funebre che sarà officiata dal vescovo Gian Carlo Perego. E il suo corpo sarà tumulato presso il cimitero dell’Abbazia di Maguzzano di Lonato a Brescia. Qui a Ferrara, ricordano in tanti don Angelo come un sacerdote molto impegnato nella pastorale parrocchiale, fedele nei suoi doveri, zelante e sempre disponibile a rispondere alle esigenze dei suoi parrocchiani.
Viveva nella comunità della Città del Ragazzo, che dista dalla parrocchia 5 km circa, ma lui tutti i giorni, magari per poche ore, mattino e pomeriggio, si recava ad Aguscello per rispondere ai suoi fedeli e ai bisogni di altre persone che andavano a trovarlo per il ministero sacerdotale e altre necessità, non solo spirituali.
Era a disposizione di chiunque avesse bisogno, molto attento in particolare ai poveri, per i quali ogni mese metteva a disposizione una parte del suo stipendio e dei beni di consumo (generi alimentari, vestiario, e tanto altro). Come persona era un uomo riservato, non molto espansivo, di poche parole. Anche nella malattia non si lamentava, e non la faceva pesare sulla comunità religiosa. Era una persona dotata di un forte carattere che affrontava le difficoltà con molto coraggio e buona volontà.
Amava la chiarezza nei rapporti senza accettare compromessi, richiedeva sincerità e trasparenza nelle parole e nei fatti. Amava molto i ragazzi per i quali impegnava tutto il sabato pomeriggio per la formazione cristiana con il catechismo ed il gioco.
Era assiduo nelle preghiera comunitaria e ogni mattina e la sera arrivava per primo in cappella per la meditazione e la preghiera personale come lo ricordano i parrocchiani. –
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