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Il punto dell’azienda ospedaliera 

Visite ed esami al S. Anna «Qui tempi più lunghi Ci sono anche i ricoveri»

Visite ed esami al S. Anna «Qui tempi più lunghi Ci sono anche i ricoveri»

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Le liste d’attesa per Oculistica? «È stato messo a punto un piano che ha permesso il recupero delle prime visite e dei controlli ancora in attesa a causa della sospensione dovuta alla pandemia».

Per Gastroscopia ed Endoscopia? «L’azienda Sant’Anna ha predisposto l’apertura, per i mesi a venire, delle agende dei reparti, avendo fino ad ora assegnato la priorità agli interventi su pazienti già ricoverati, per favorire turn-over nei reparti stessi ed aumentare così le possibilità di ricovero».

Accordi e tempi

Sul versante dell’Endocrinologia, invece «l’azienda sta predisponendo una convenzione che permetterà il riavvio dell’attività endocrinologica pediatrica». Mentre per Chirurgia pediatrica «è in fase di definizione un accordo con l’azienda Usl, che prevede la riattivazione del servizio anche presso gli ospedali di Lagosanto, Argenta e Cento». E infine per l’Ortopedia pediatrica, «ad oggi, la rilevazione delle disponibilità vede i primi posti liberi dal mese di maggio, ma si tratta di visite di secondo livello».

A precisare e spiegare cosa si sta facendo e si farà per il futuro prossimo al Sant’Anna per attenuare le liste d’attesa dell’ospedale, è Sandro Bartalotta, coordinatore dell’attività specialistica ambulatoriale dell’azienda ospedaliera.

Bartalotta osserva che gli esempi che la “Nuova” ha riportato in un articolo sui tempi d’attesa per visite ed esami lunedì scorso, si inseriscono «in un quadro provinciale complessivamente positivo, come risulta evidente dai dati pubblicati settimanalmente sul sito regionale dedicato ed accessibile a tutti».

Da qui, appunto, la precisazione delle iniziative già in porto o in corso di realizzazione. Su un fatto è perentorio Bartalotta: «Il rispetto dei tempi massimi previsti dalle normative regionali è garantito attraverso una collaborazione fra Sant’Anna e Asl», alla quale spetta la competenza sulla committenza, secondo le indicazioni regionali. Va cioè garantito, in ambito provinciale, «il rispetto del tempo massimo di attesa, ovvero una sede in cui poter fruire delle prime visite o delle prestazioni diagnostiche, entro 30 giorni (visite) o 60 (prestazioni diagnostiche)».

Dopo l’articolo della Nuova sulle liste d’attesa, gli orari lunghi e medici in arrivo da altre Asl per sopperire a questi ritardi, Bartalotta sottolinea «l’ospedale di Cona si occupa, per la propria mission istituzionale, di effettuare prestazioni di secondo livello, per le quali il tempo che intercorre fra la prima visita e la seconda viene stabilito dallo specialista di riferimento».

La scelta di Cona

Il dirigente chiarisce che «è sempre possibile, dove previsto, che il paziente che desidera l’ospedale di Cona come sede della prima visita, possa sceglierlo». Ma deve essere «consapevole che i tempi di attesa possano essere dilatati rispetto ad altre strutture del territorio».

Dunque, se si vuole come sede Cona delle visite, purtroppo, i tempi d’attesa si dilatano rispetto ad altri centri di riferimento della provincia ferrarese.

Perchè ? «Perchè – spiega ancora Bartalotta – occorre considerare l’organizzazione delle agende che, a Cona, devono prevedere (oltre a un determinato numero di prestazioni frutto di una programmazione negoziata con l’azienda Usl) anche attività rivolte ai pazienti ricoverati nella struttura. Il tutto, tenendo in considerazione anche l’attuale periodo di forte emergenza sanitaria». —

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