Museo Delta Antico ancora più ricco In marzo riaprirà con tante sorprese
In corso i lavori di restyling degli spazi per i laboratori didattici A breve la collezione si doterà di ulteriori reperti da ammirare
COMACCHIO. Lavori di restyling in corso al Museo Delta Antico, tempio dell’archeologia spinetica, romana e altomedievale del Delta del Po, inaugurato tre anni fa dalla giunta Fabbri nell’ex ospedale settecentesco degli infermi. L’obiettivo del Comune è riaprire le porte al pubblico dell’edificio, unica testimonianza neoclassica sul territorio, ai primi di marzo.
Al momento procedono i lavori di ristrutturazione delle aule didattiche riservate alla attività laboratoriali dei bimbi, che presto si doteranno di nuovi arredi e impianti. In corso pure delicati interventi di restauro sui reperti custoditi all’interno di tre vetrine della sezione etrusca.
«La chiusura del museo, dipesa dalle norme di contenimento del Covid – spiega l’assessore alla cultura Emanuele Mari – è stata anche un’occasione di stimolo per riprogrammare la ripartenza; ciò ha impegnato l’intera struttura del settore cultura, in primis la direttrice del museo, Caterina Cornelio, con la quale ho instaurato un proficuo rapporto di collaborazione, coadiuvato dal dirigente Roberto Cantagalli, e verso la quale l’intera amministrazione ripone grande fiducia».
nuovi spazi e reperti
Diverse le novità in arrivo per il Museo Delta Antico, tra cui i nuovi, prestigiosi reperti dei quali a breve si doterà per arricchire la collezione.
«Alcune settimane fa abbiamo attivato con la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Bologna – dice Mari –, la procedura per l’inventario di alcuni significativi reperti dell’abitato di Spina, rinvenuti dagli archeologi dell’Università di Zurigo, al fine di addivenire quanto prima possibile all’esposizione degli stessi in una sezione dedicata, che ricaveremo all’interno del museo».
Ma non finisce qui, perché al primo piano, in fondo allo scalone marmoreo, sarà allestito un nuovo, affascinante percorso tattile con una esposizione di altri reperti, corredata da didascalie in braille per agevolare gli ipovedenti. «Ciò costituirà una importante innovazione – prosegue Mari –, in linea con le dotazioni dei principali musei nazionali». Traguardo imminente anche per il rinnovo della convenzione con il Museo archeologico nazionale di Napoli, con il quale intercorre un sodalizio sin dal 2016 e grazie al quale, in laguna, sono state organizzate mostre archeologiche di grande spessore culturale, a partire da quella dedicata agli scavi di Pompei ed Ercolano.
IL RICONOSCIMENTO
È di questi giorni, inoltre, il riconoscimento ottenuto dal Mibact, unitamente al Museo archeologico nazionale di Adria, al Museo archeologico nazionale di Altino, al Museo archeologico nazionale di Venezia e all’isola di Ventotene, per rappresentare l’Italia nel concorso teso a ottenere il marchio di Patrimonio culturale europeo. Il prestigioso riconoscimento sarà assegnato nei prossimi mesi a Bruxelles, nella sede del parlamento europeo.
Per mantenere vivo l’interesse sul museo, durante questi mesi sono state organizzate numerose visite virtuali, girati filmati in pillole e momenti interattivi sull’archeologia. «Siamo fiduciosi – conclude l’assessore Mari –, sulla ripresa del settore museale e, più in generale della cultura, tra i più penalizzati dalla pandemia». —
Katia Romagnoli
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