Mutazioni anche nel Ferrarese «Vaccinare tutti entro l’estate»
L’infettivologo: bisogna fare in fretta, altrimenti i casi positivi cresceranno L’Asl: tutti i sieri sono efficaci sulle varianti, il rischio è saturare gli ospedali
Le mutazioni che fanno correre più in fretta il coronavirus sono comparse anche a Ferrara, con i quattro casi di “variante” inglese individuati dal campionamento dei laboratori regionali specializzati. «Questo significa che sarà fondamentale riuscire a completare la vaccinazione entro l’estate, per evitare che i casi anziché diminuire aumentino», spiega il dottor Marco Libanore, direttore del reparto ospedaliero di Malattie Infettive del Sant’Anna. «Bisogna accelerare per arrivare il prima possibile a immunizzare tutta la popolazione - prosegue - Quando le mutazioni riguardano un positivo su quattro, vuol dire che il ceppo originario sta per essere sostituito. I casi devono essere circoscritti, isolati e tracciati; ma non è semplice, perché il più delle volte si tratta di contagi sporadici».
Il campionamento dei laboratori specializzati emiliano romagnoli ci dice che la mutazione inglese è arrivata a Ferrara, ma non dà indicazioni più precise sulla reale penetrazione del virus nel nostro territorio. Quel che è certo, è che la mutazione inglese ha una capacità di diffusione fino al 70 per cento in più rispetto al ceppo originario: «Sarà fondamentale avere adeguate disponibilità di dosi vaccinali: Pfizer e Moderna funzionano molto bene anche sulle mutazioni inglese, sudafricana e brasiliana, e attendiamo i riscontri su AstraZeneca». I pazienti colpiti dalla mutazione del virus, prosegue Libanore, «non presentano differenze per quel che riguarda il quadro clinico rispetto agli altri casi positivi, il problema è la velocità con cui si propagano le mutazioni, e che ci impone di adottare precauzioni ancora più rigorose, e di accelerare il più possibile la campagna vaccinale, con il rispetto dei tempi di consegna delle dosi».
Nel Ferrarese sono già state eseguite quasi 24mila somministrazioni, entro febbraio è previsto l’arrivo di 29.450 dosi di vaccino, di cui 17.550 di Pfizer, 5.200 di Moderna e 6.700 di AstraZeneca. «Siamo in attesa di conoscere le consegne per il mese di marzo - spiega il direttore sanitario Asl Emanuele Ciotti - ma fin da ora posso dire che il 1°marzo arriverà la fornitura standard di 4.680 dosi di Pfizer, e l’8 marzo arriveranno 1.170 dosi in più dello stesso vaccino. Tutti e tre i sieri a nostra disposizione sono efficaci nei confronti delle nuove mutazioni, che stanno circolando in Italia, in Emilia Romagna e anche nel Ferrarese. Nessuna ha un tasso di letalità più elevato rispetto al ceppo originario, ma la maggiore capacità di contagio può creare un problema di saturazione degli ospedali». Al momento la diffusione nel Ferrarese della mutazione inglese sembrerebbe avere un’incidenza minore rispetto ad altre province emiliano romagnole, Bologna su tutte, ma la prima fase dell’emergenza sanitaria, quando per qualche settimana il nostro territorio sembrava essere “ignorato” dal virus, ci ha insegnato a tenere alta la guardia. —
Alessandra Mura
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