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L’analisi 

Poca capacità di attingere ai fondi europei «Industria ferrarese in continuo ritardo»

Giovanna Corrieri
Poca capacità di attingere ai fondi europei «Industria ferrarese in continuo ritardo»

La fotografia economica del territorio scattata dal rapporto dell’Ires, cali generalizzati di imprese e addetti

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Un processo di industrializzazione, quello della provincia di Ferrara, arrivato tardi rispetto al resto della Regione, con una tendenza alla riduzione del numero delle ditte individuali e delle società di persone e viceversa un aumento delle società di capitale; un ultimo decennio che registra comunque un aumento della produttività del lavoro, in parte dovuto all’incremento degli investimenti ma imputabile in parte anche al calo dei dipendenti, registrato sempre negli ultimi dieci anni; un aumento poi delle distanze retributive fra figure professionali, così come alto risulta anche quello di genere; e una scarsa capacità di attrazione dei fondi strutturali europei.

È quanto emerge dall’analisi quantitativa del presidente Ires Emilia Romagna, Giuliano Guietti, sulle caratteristiche di aziende e lavoratori del settore industriale della provincia di Ferrara.

IMPRESE

Per quanto riguarda il valore aggiunto per abitante dei settori industriali, per Ferrara, all’inizio del 2000, questo era più basso rispetto al valore regionale e nazionale: si è registrato un recupero fra il 2015 e il 2017, ma poi un rimbalzo negativo nel 2020, che risparmia comunque Ferrara (-9,4%) di qualche punto percentuale rispetto a regione (-11,1%) e nazione (-11,2%). Un calo generalizzato del numero delle imprese dei settori industriali si riscontra fra il 2011 e il 2020: più consistente peraltro a Ferrara (-14,7) e in Regione (-13%) rispetto al dato racconto da Ires a livello nazionale (-10,6); e “il calo continua fra il 2019 e il 2020, su valori che sono in linea con quelli del passato. E nel 2020 – è la sottolineatura di Guietti – non c’è un crollo del numero delle imprese, piuttosto un calo in linea con gli anni precedenti. Anzi le imprese industriali sono calate più nel 2019 che nel 2020: gli effetti del lockdown hanno effetti più lunghi? Oppure c’è già stato un processo di selezione delle imprese negli anni precedenti e quelle che sono sopravvissute sono in grado di farlo con più resistenza rispetto al passato? ” (intanto cala però il personale: nel 2020 nell’industria in senso stretto si è registrato un calo dell’1% delle imprese e un calo del 2,5% degli addetti). E a proposito di addetti dei settori industriali in percentuale sul totale della popolazione, nel 2020 Ferrara (9,5%) risulta l’ultima in Regione dopo Rimini (9,4%). Per quanto riguarda invece le forme giuridiche delle imprese nei settori industriali a Ferrara, in ambito’’costruzioni’’, nel secondo trimestre 2020, ci sono molte ditte individuali (67,8%), lo stesso in Regione. In ambito’’industria in senso stretto’’invece la percentuale di ditte individuali a Ferrara (43,7%) è più alto rispetto alla Regione (39%); più bassa la percentuale di società di capitale, a Ferrara si registra il 35,9%, in Regione il 39,5% e in Italia il 37,4%, “c’è quindi meno capitalizzazione delle imprese” , la constatazione di Guietti. E nonostante l’alta percentuale di ditte individuali in provincia di Ferrara, guardando lo storico, emerge un calo delle stesse: dal 2011 al 2020 si è infatti passati da 1372 a 1104 ditte individuali (calato anche il numero delle società di persone, cresciuto invece quello delle società di capitale). Dimensione delle aziende? Dimensione media particolarmente piccola nel settore delle costruzioni e dimensione media elevata (pur con poche imprese dai 50 ai 250 addetti) nel settore dell’industria in senso stretto.

ADDETTI

I dati presentati sugli oltre 26mila dipendenti delle imprese di settori industriali ferraresi fanno riferimento al 2019, e sono in calo. «Dal 2009 al 2019 – diceva il presidente Ires – registriamo un calo del 13,3%” (a fronte di un aumento del 24% del valore aggiunto che porta all’aumento della produttività del lavoro). Nel totale dei settori inoltre le donne sono quasi il 25% (nel 2009 erano 25,7%) e a livello regionale le percentuali sono più alte (27,4%). Età dei dipendenti? Più di un terzo (il 34%) dei dipendenti ha fra i 45 e i 54 anni e fra i 40 ai 59 anni è il 61% dei dipendenti. Retribuzioni? In dieci anni sono aumentate mediamente per tutte le figure professionali ma sono aumentate anche le distanze fra operaio e dirigente per esempio. L’allarme è stato poi lanciato sui fondi europei, «a Ferrara c’è scarsa capacità di attingere a questi fondi: fra il 2014 e il 2020 sono stati finanziati 173 progetti, ovvero il 4,3% dei progetti approvati in Regione» . —

Giovanna Corrieri

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