Undicenne scompare per sette ore di notte Scatta l’allarme, ricerche in tutto il paese
Ha detto di esser salito sull’auto di uno sconosciuto: nessun riscontro per procura e carabinieri. Visitato, nessuna violenza
CODIGORO. L’allarme per la sua scomparsa da casa è durato sette ore ed è rientrato alle due di notte di ieri, perché il ragazzino di 11 anni che si stava cercando in paese è stato rintracciato dai carabinieri. L’altro allarme, quello scomposto e non giustificato, al momento – dicono gli inquirenti – è durato per tutta la giornata di ieri, con messaggi nelle chat delle scuole e tra i genitori di Codigoro, che invitavano a stare attenti per la presenza sospetta di un uomo sui 40/45 anni, su una macchina grigia, presunto autore del rapimento del ragazzino. «Non abbiamo riscontri di questo tipo», sottolineavano nel tardo pomeriggio di ieri gli inquirenti, invitando alla massima cautela poiché le indagini sul caso sono in corso, coordinate dalla procura, informata sul fatto dai carabinieri in contatto per tutta la giornata col pm di turno, Stefano Longhi. Inquirenti che per tutta la notte e ieri sono stati impegnati per verificare il racconto del ragazzino e soprattutto quello della madre che aveva lanciato l’allarme alle 19. 30 di martedì sera, dopo che il figlio era uscito di casa, un’ora prima, per portar via la spazzatura.
Venti euro in tasca
L’allontanamento del ragazzino, volontario – è stato poi appurato – sarebbe dovuto ad un litigio tra lui e la madre, per averle preso 20 euro dal portafogli, soldi che sono stati poi ritrovati nelle sue tasche. E non solo, ma sono in corso accertamenti. Ad innescare l’allarme che l’allontanamento potesse non essere stato volontario sono quelle sette ore fuori casa, fino alle 2.30 quando i carabinieri lo hanno trovato mentre stava tornando a casa.
Per cercarlo tutta la notte si è mossa una task force con carabinieri di Codigoro, Comacchio, Nucleo operativo e radiomobile, scientifica e investigatori del Reparto investigativo di Ferrara, facendo scattare, tramite la Prefettura, il “Piano integrato provinciale per la ricerca di persone scomparse”. Uno spiegamento di forze che non poteva non passare inosservato, da qui l’allarme in tutta Codigoro nella giornata di ieri, alimentato anche dai messaggi, scomposti, su chat e altro. Le pattuglie dopo l’allarme hanno iniziato a setacciare le vie del paese, parchi, cortili. Poi verso le 2.30, il ragazzo è stato rintracciato mentre tornava a casa. E ha raccontato – tra realtà e fantasia, dicono gli inquirenti, poiché verifiche sono in corso – cosa gli fosse successo e come avesse passato la notte, quelle lunghe sette ore da solo. O in compagnia? A dirlo è stato lui, in un primo momento, dicendo di essere salito sull’auto di una persona che non conosceva e che lo avrebbe portato in piazza a Codigoro (circostanza non confermata, al momento, ribadiscono gli inquirenti). Poi si sarebbe perso, vagando in paese. A chi gli chiedeva perché fosse in giro di notte, avrebbe detto che stava giocando a nascondersi. Poi alla vista dei carabinieri, si nascondeva per paura di essere rimproverato. Un racconto non lineare, raccolto in vari momenti (i carabinieri lo sentiranno di nuovo), così come non lineare il racconto della madre che aveva riferito che il figlio era uscito in ciabatte e pigiama, mentre aveva scarponi, felpa e giubbotto. Contraddizioni, tante. Per avere certezze, gli inquirenti hanno portato il ragazzino all’ospedale di Cona per una visita medica: nessuna violenza fisica o altro, nessuna lesione, solo una piccola abrasione alla gamba. Poi il ritorno a casa. Il lieto fine. Ma le indagini in corso potrebbero non concludersi così. –
Daniele Predieri
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