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Ismail e Ikram, fantasmi in viaggio per otto mesi Arrivati per errore a Ferrara e già scomparsi

D. P.
Ismail e Ikram, fantasmi in viaggio per otto mesi Arrivati per errore a Ferrara e già scomparsi

Le storie dei cugini Pastu, in cammino da Afghanistan al Nord Europa Per 8.000 euro passati per Iran,Turchia, Grecia, Serbia e Romania 

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IL CASO

Vanno, vengono, ogni tanto si fermano, quando vengono scoperti; a Ferrara, come successo nei giorni scorsi, ma poi scappano, ripartono, tornano ad essere fantasmi. Fantasmi in carne e ossa lo erano quando sono stati trovati, sulla statale Romea, dentro il rimorchio di un camion in viaggio dalla Romania all’Italia. Fantasmi sono tornati ad essere, perché scappati dalle comunità per migranti di Pontelagascuro e di Spinazzino, dove erano stati collocati dalla Polizia che li aveva scoperti nascosti tra frigoriferi imballati dentro il camion.

I fantasmi hanno anche un nome, Ismail e Ikram Sharizad, poco più che 18enni, etnia Pastu, provenienti dall’Afghanistan, Jalalabad, provincia di Ningrahar e una storia comune a tanti disperati di mezzo mondo, in viaggio verso non si sa cosa, non si sa dove. Parlando di accoglienza dei migranti, come facciamo per l’inchiesta chiusa da Procura e Guardi di finanza sulla gestione dei Centri di accoglienza (qui a fianco), l’ultimo caso balzato alle cronache ferraresi ci regala le loro storie dei due cugini arrivati in Italia dopo 8 mesi di viaggio, pagando 8. 000 euro per seimila chilometri percorsi passando sei confini: dall’Afghanistan all’Iran, poi Turchia, quindi Grecia, Serbia e Romania, fino all’Italia, Ferrara. Ma non sarà l’ultimo tappa, come vedremo.

A Ferrara, sono arrivati per sbaglio, fermati perché scoperti dentro un camion parcheggiato in un’area di servizio sulla statale Romea: avevano viaggiato dalla Romania assieme ad altri tre connazionali afgani e un pakistano, dividendo uno spazio di 50 centimetri, stipati nel retro del rimorchio, tra scatoloni, poca aria, niente da mangiare e potete immaginate il resto.

I loro compagni di viaggio scomparsi fin dal primo momento e oggi chissà dove sono: i due cugini, invece, sono rimasti un paio di giorni qui a Ferrara, ma non ci sono più nelle comunità dove erano stati collocati; scappati perché possono farlo, e perché non vogliono tornare indietro: Infatti, durante il loro viaggio iniziato nel luglio scorso verso il Nord Europa, e prima di nascondersi nel camion che li ha portati in Italia, in Romania la Polizia li aveva fermati, registrati come richiedenti asilo. E allora, adesso, pur in Italia, dovrebbero essere rispediti in Romania, il paese dove sono state attivate le pratiche di asilo: accade così per tutti i migranti, quelli che dalla Libia sbarcano sulle coste italiane, in Sicilia, e dopo essere registrati ripartono ma se fermati in Francia, Germania o altrove, debbono essere rispediti indietro: un gioco dell’oca che non possono accettare: da qui la fuga, verso chissà dove, dei cugini Ismail e Ikram.

La loro storia è stata raccolta per motivi investigativi dalla Squadra mobile di Ferrara, dove il dirigente Dario Virgili ha voluto verificare la presenza o meno di una organizzazione, di un mercato dei migranti. In questo caso, è emerso che per partire dall’Afghanistan, i cugini Ismail e Ikram hanno usato il fai date: una volta arrivati al confine con l’Iran hanno cercato (ma spesso vengono cercati) chi li avrebbe fatti passare. Dopo le trattative e e dopo aver passato il confine, la telefonata in Afghanistan ai familiari, dicendo loro di andare da “tizio”, di pagarlo perché d’accordo con “caio” che ha fatto passare loro il confine. Stesso meccanismo per ogni confine: ogni volta che arrivavano alla frontiere, cercavano e trovavano, attivando poi il pagamento. Ottomila euro è costato questo viaggio della speranza, hanno spiegato agli ispettori della Squadra mobile: ammettendo anche che esistono organizzazioni che forniscono il viaggio, in pacchetto. Unico intoppo i Romania, dove sono rimasti fermi quasi 2 mesi: lì, un arabo in accordo con un afgano indicava loro il camion dove nascondersi per partire: lo avevano tentato diverse volte, ma sono stati scoperti. Ammassati in un palazzone con tanti migranti, hanno atteso il camion giusto: era quello dentro cui sono stati trovati dalla Polizia la settimana scorsa. –

D. P.

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