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La rabbia del musicista «All’ospedale a vuoto»

La rabbia del musicista «All’ospedale a vuoto»

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RO. «Sono arrabbiato, non è possibile essere trattati in questo modo, specialmente in un periodo di emergenza sanitaria, che dovrebbe obbligare gli ospedali a velocizzare i tempi». A parlare è Stefano Ongaro, docente e responsabile di Proscenio, il centro di formazione musicale nato nel 2019 a Ro, con sede in piazza Mazzini (in fase di ristrutturazione e ampliamento per ospitare corsi di recupero in tutte le materie scolastiche e corsi di informatica). Ongaro è arrabbiato per quanto accaduto alla madre all’ospedale di Rovigo. «Era stata ingessata per una frattura al polso un mese fa. Sabato scorso la mano si è gonfiata a vista d’occhio, pareva dovesse esplodere, così preoccupato ho chiamato il pronto soccorso dell’ospedale di Rovigo, dove mi hanno risposto che era presente l’ortopedico, così siamo andati di corsa là. Peccato che ci abbiano tenuto fermi al freddo tre ore e quando ci hanno chiamato... l’ortopedico aveva finito il turno! Così ci hanno rimandato a casa, dicendoci di tornare il giorno dopo, per fortuna che almeno tolto il gesso la mano è guarita». —

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