Parco del Delta punta sul turismo sostenibile Il futuro parla in verde
COMACCHIO. Con il riconoscimento della Carta europea del turismo sostenibile (Cets) ottenuto nel mese di gennaio e illustrato ieri da alcuni dei suoi attori principali, il Parco del Delta del Po emiliano romagnolo e il cugino veneto si sono dotati di una marcia in più, sul versante della promovalorizzazione del turismo lento nei rispettivi territori.
Dopo aver illustrato le tappe salienti che hanno portato i due parchi a ottenere il prestigioso riconoscimento, Maria Pia Pagliarusco, direttrice del Parco del Delta del Po emiliano-romagnolo, ha spiegato in quali direzioni la Cets può dispiegare i suoi effetti. «È fondamentale puntare al prolungamento della stagione balneare integrando le vacanze al mare con la scoperta dell’ambiente – ha precisato Pagliarusco –, promuovendo il consumo di prodotti tipici, dalla pesca all’agricoltura, dall’artigianato alla vallicoltura. È di importanza strategica – ha aggiunto ancora – il superamento dei confini amministrativi tra i due parchi per promuovere il turismo sostenibile, facendo leva sul cicloturismo e sul birdwatching».
pensare in verde
Il presidente del Parco, Diego Viviani, caldeggiando il modello di gestione sostenibile del turismo, così come delineato dalla Cets, ha evidenziato come «va fatto capire ai turisti che visitano i nostri territorio quando il profilo della conservazione, della tutela e della valorizzazione della biodiversità siano il valore aggiunto della nostra economia».
Ha espresso il proprio entusiasmo per il riconoscimento conferito da Europarc (Associazione europea delle aree protette) alle realtà impegnate a perseguire obiettivi di sviluppo attraverso il turismo sostenibile, l’assessore regionale Barbara Lori, con delega alle aree protette dell’Emilia Romagna. «Il riconoscimento non è solo una stelletta da appuntare sulle spalle, ma una opportunità di sviluppo – ha rimarcato Lori –; si può fare un ulteriore lavoro per arricchire questo patrimonio preziosissimo». —
K.R.
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