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Ristoratori e baristi in ginocchio per le restrizioni: sabato la protesta a Bologna. "Fateci aprire anche di sera"

Ristoratori e baristi in ginocchio per le restrizioni: sabato la protesta a Bologna. "Fateci aprire anche di sera"

Fiaccolata pacifica nel rispetto delle norme: "Noi ci atteniamo alle legge per le nostre attività, mentre in strada ci sono continui assembramenti"

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Monta la protesta dei ristoratori, provati da mesi di restrizioni e preoccupato dall'eventualità di un ritorno in zona arancione. Il grido di aiuto parte da Bologna, ma è rivolto a tutta la categoria di gestori e baristi che sabato 20 febbraio si daranno appuntamento alle 18.30 in piazza Maggiore per una fiaccolata pacifica "e nel pieno rispetto delle norme vigenti" organizzata dal Comitato Tutela Ristoranti Bologna ed Esercenti Resistenti. "Manifesteremo pacificamente  contro le modalità penalizzanti e incoerenti dei numerosi provvedimenti ministeriali - scrive Alessandra Lepri del Comitato -  Parteciperanno piccoli e grandi imprenditori della ristorazione e del commercio, assieme a tutte le realtà a essi collegate (distributori, vignaioli, pescherie, macellai, rappresentanti, fornai etc) forzati in questo dannoso precariato, in balìa di regole mutevoli, spesso dissennate e spesso incomprensibili se non addirittura contrastanti tra loro. Una fiaccolata per accendere al crepuscolo una luce sulla situazione incerta e buia che impone regole a chi le ha sempre rispettate e volge lo sguardo altrove quando si creano situazioni e assembramenti sregolati, realmente pericolosi per la salute. Ciò che viene contestata è la totale mancanza di pianificazione delle regole, che sempre vengono comunicate con modalità poco chiare e soprattutto all’improvviso e con cambi repentini di rotta, che creano ulteriori danni ed esborsi oltre a quelli già subìti".

Il Comitato Tutela Ristoranti Bologna costituito avvalendosi della consulenza legale dell’avvocato Massimiliano Bacillieri, a cui è stato affidato il ricorso al Tar, la cui l’udienza è programmata per il prossimo 24 febbraio, ha deciso dunque di dare voce platealmente alle esigenze vitali della categoria, "fino a oggi completamente inascoltate. Avendo posto in essere tutte le procedure di sanificazione e sicurezza all’interno dei locali aperti al pubblico, il Comitato intende reagire, civilmente, alle forzate chiusure imposte dai decreti, che additano bar e ristoranti come unici responsabili della diffusione del virus, quando in realtà, con i dispositivi messi in atto, sono i luoghi più sicuri e anche facilmente controllabili dalle forze dell’ordine, rispetto ai caotici assembramenti in strada a cui abbiamo assistito nelle ultime settimane".

Il Comitato Tutela Ristoranti Bologna ed Esercenti Resistenti chiede pertanto di annullare l’orario di chiusura delle 18 e di potere proseguire l’apertura nell’orario serale, essendo convinto che sia più sicuro offrire ai clienti ambienti controllati, con postazioni distanziate e servizio al tavolo. Tutto ciò viene chiesto "a prescindere dai colori delle zone, gialli o arancioni. Bar e ristoranti chiedono di potere lavorare, per se stessi e per tutte le famiglie di collaboratori e collaboratrici coinvolti, così come le altre categorie del commercio, e non essere mai più il capro espiatorio di questa situazione. Si chiede inoltre che i ristori siano adeguati ai reali danni causati dalle restrizioni anche per supportare i dipendenti degli esercizi, che stanno diventando i nuovi poveri, e che si possa ricorrere alla Cassa Integrazione con più efficacia aumentandone gli importi. Il Comitato Tutela Ristoranti Bologna ed Esercenti Resistenti invitano quindi la cittadinanza a partecipare, in modo corretto e rispettoso delle regole, per accendere una piccola luce di speranza in questo momento di grave sofferenza".

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