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Albergatori ferraresi infuriati contro Hera: odioso diniego sulle dilazioni Tari

Rifiuti portati alla calotta: è scontro sulle tariffe degli alberghi
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Rifiuti portati alla calotta: è scontro sulle tariffe degli alberghi

Scolamacchia (Assohotel) e Govoni (Federalberghi): aziende in grande difficoltà, insufficiente concedere solo due mesi di proroga per bollette da migliaia di euro

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FERRARA. "Vanno messe in campo misure che permettano alle imprese turistiche di non fallire”. Richiamano queste parole del premier Mario Draghi, i rappresentanti di Assohotel e Federalberghi ferraresi, per attaccare Hera sulle insufficienti proroghe dei pagamenti per la Tari. "Ferrara ha già visto la chiusura, definitiva, di tre alberghi. Diversi sono poi gli hotel chiusi da mesi in un artificioso letargo, altri ancora conducono una battaglia di resistenza. Tutti, accomunati dall’attesa di tempi migliori, dalla fiducia di riuscire a sopravvivere abbastanza a lungo per vederli - scrivono Nicola Scolamacchia (Assohotel) e Zeno Govoni (Federalberghi) -
Occorre quindi che, accanto all’auspicato intervento Governo, tutti gli attori istituzionali mettano in campo ogni misura possibile per evitare il tracollo del nostro settore. Nessuna delle imprese che rappresentiamo è oggi più che mai in grado di far fronte a imposte totalmente slegate dalla capacità di produrre reddito, insopportabili oneri il cui unico fine appare essere quello vessatorio. Ci appare pertanto particolarmente odioso il diniego, ricevuto da parte di Hera, di concedere al nostro settore anche solo la dilazione del pagamento della bolletta relative alla Tari. Importi che valgono migliaia di Euro per ogni albergo, seppure relativi a soli 3 mesi, durante i quali crediamo sia a tutti evidente che poco abbiamo lavorato ad ancor meno rifiuti abbiamo prodotto".


I due rappresentanti degli albergatori riconoscono che "ad onor del vero, l’azienda ha concesso di pagare le bollette ricevute in febbraio con una dilazione di 60 giorni, fine aprile. La nostra richiesta era di riscadenzarne il pagamento a fine giugno, così da evitare la sovrapposizione con altre rateizzazioni già concesse (per le quale ringraziamo tanto l’azienda Hera quanto il Comune di Ferrara che con noi le ha chieste), permetterci di diluire il danno economico e nel contempo, magari, confidare in una lieve ripresa del lavoro e dei nostri fatturati. 
I vertici di Hera hanno evidentemente ritenuto eccessiva la nostra richiesta".

Amara la conclusione di Scolamacchia e Govoni: "Ora sappiamo di aver riposto fiducia in un’azienda che, nonostante tragga origine e linfa vitale del nostro territorio, è incapace di cogliere l’eccezionalità del momento e la necessità di essere coesi nel salvaguardare l’economia locale. Cercheremo senz’altro altre vie per evitare la morosità delle imprese e far sì che ognuna di esse versi ciò che è giusto sia dovuto".

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