Imprese straniere Crescita anche durante il Covid Ferrara accelera
I capi azienda nati all’estero sono 3.700 in provincia Negli ultimi dieci anni incremento record in Emilia: +35,8%
In Italia sono circa 740mila gli imprenditori nati all’estero, di questi 3.700 lavorano nel Ferrarese, in crescita. Dai dati elaborati dalla Fondazione “Leone Moressa” e aggiornati a fine 2020 è evidente l’incremento dell’imprenditoria straniera negli ultimi dieci anni nel nostro Paese, aumentata ben del 29,3%, mentre le imprese autoctone hanno visto nello stesso periodo una importante diminuzione (8,6%).
A farla da padrone a livello nazionale sono gli imprenditori immigrati provenienti dalla Cina (75.906, il 10,3% del totale), seguiti da Romania e Marocco. Nella classifica basata sui dati di Infocamere è evidente inoltre l’importante crescita in Italia di imprenditori di provenienza pakistana, che tra il 2011 e il 2020 sono aumentati del 123,4%. La distribuzione degli immigrati tra le regioni vede al primo posto la Lombardia (21,3% del totale), seguita dal Lazio (12%) e da Emilia Romagna e Veneto (9,1%).
La nostra provincia è quella con la minore presenza in regione di imprenditori nati all’estero, ma negli ultimi 10 anni ha visto il più importante incremento (+35,8%) rispetto al resto del territorio regionale; con evidenze di crescita registrate anche nell’ultimo anno. Il 32,8% degli imprenditori di origine immigrata opera nel commercio. Seguono i servizi (23,4%) e le costruzioni (21,4%). Diverso invece l’impiego del personale di provenienza straniera impiegato nei vari settori dove a farla da padrone è l’edilizia (16%), seguito dai servizi con il 13 4% e dal settore delle costruzioni con il 12,2%.
«Sorprende il fatto che, nonostante la pandemia, gli imprenditori immigrati continuino ad aumentare - spiega Michele Furlan, presidente della Fondazione Moressa - In realtà può essere anche un effetto della crisi, visto che molti sono rimasti senza lavoro. Si tratta di un fenomeno con luci e ombre, ma anche di una sfida per il nostro Paese, da non sottovalutare nella prospettiva di uscire dall’emergenza».
Paolo Govoni, commissario straordinario della Camera di commercio, evidenzia la tendenza di crescita in un mondo sempre più globale e favorita dalle opportunità che l’economia offre. «Oggi il futuro dei territori si gioca sempre più sulla capacità di attrarre, anche le persone, con tutte le difficoltà che questo comporta. Con fattori di rischio ma anche di opportunità, su cui occorre un impegno ed un coordinamento forte e condiviso. La crescente diffusione di queste iniziative imprenditoriali – ha concluso Govoni – dimostra che l’impresa resta, anche nella nostra provincia, una delle strade migliori per l’integrazione e la coesione sociale». —
Stefano Balboni
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