Parco sud e caserma Polstrada Piani fermi, “colpa” dell’ex Mof
Il no a nuove edificazioni nel parcheggio fa saltare la permuta con il Demanio Le auto della Polizia dovevano trasferirsi in corso Isonzo liberando Ercole d’Este
Niente Parco sud al posto dell’area attorno all’aeroporto, il sognato clone del “Bassani” su misura per gli abitanti della zona di via Bologna. Ma addio anche alla nuova caserma della Polizia stradale, e di conseguenza al trasferimento del via vai giornaliero di auto Centauro dall’acciottolato di corso Ercole d’Este, che tutti dicono di voler preservare dai danni da traffico. Sono queste le conseguenze, non si sa quanto previste, dell’addio del Comune al parcheggio interrato dell’ex Mof, che spuntano proprio dall’atto ufficiale di rinuncia al bunker, al quale la giunta Fabbri ha preferito lo status quo dell’attuale area di sosta a raso. E c’è ancora una decisione da prendere a proposito di nuovi edifici da costruire tra via Darsena e Rampari, senza i quali l’area perde valore e possibilità di essere scambiata, tipo Monopoli, con beni d’interesse pubblico.
La questione emerge dall’atto dirigenziale, firmato da Ferruccio Lanzoni, con il quale il Comune annulla ufficialmente la gara per costruire il parcheggio multipiano, che era stata solo sospesa l’estate scorsa per andare a rinegoziare con la Presidenza del Consiglio la nuova impostazione di quella porzione del Progetto periferie. L’atto di annullamento della gara, che presuppone un diverso utilizzo dei 6,5 milioni previsti ed il varo di una nuova gara di progettazione senza appunto il parcheggio interrato, affronta la questione collaterale degli accordi con l’Agenzia del Demanio. Nel 2015, nella famosa giornata “dei tre ministri”, l’allora giunta Tagliani firmò un accordo di permuta impostato in questa maniera: il Comune cedeva un pezzo dell’area ex Mof, la fascia più vicina a via Darsena, completa di diritti edificatori al Demanio, e lo Stato gli cedeva l’area attorno alla pista aeroportuale, da trasformare appunto in una grande parco sul modello del Parco urbano di via Bacchelli. Sull’area ex Mof il Demanio avrebbe costruito la nuova caserma della Polizia stradale, trasferendo così in una zona meno d’impatto e anche più “operativa” la movimentazione delle auto di servizio e liberando due gioielli come Palazzo Bevilacqua e Palazzo Furiani.
Ora si parla, appunto, di “rimodulazione” di quell’accordo, «al fine di ridefinire la permuta di immobili ivi prevista - si legge nella determina comunale - valutando la possibilità di procedimenti alternativi di permuta per la stessa area o attraverso l’individuazione di nuove aree da adibire a parco». Poiché la permuta era imperniata sull’equilibrio dei valori dell’area aeroporto e della fascia del parcheggio ex Mof completa dei suoi diritti edificatori, s’innesca la seconda parte della questione. L’orientamento della giunta, su spinta della maggioranza leghista che vuole evitare costruzioni con vista Mura, è infatti di non costruire né far costruire nuovi edifici su quell’area, quindi niente casa della Stradale.
Per realizzare il sogno del Parco sud, quindi, e nel contempo aprire una prospettiva nuova per un lato del Quadrivio rossettiano, in questo schema bisognerà trovare altra merce di scambio. Bisogna tra l’altro tener presente che, per legge, il Demanio può edificare solo su aree di sua proprietà, e che la complessa operazione ex Mof-Parco sud comportò anni di valutazioni e lavoro degli uffici per essere portata alla firma. —
Stefano Ciervo
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