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Confagricoltura accelera per blindare il made in Italy

Andrea Tebaldi
Confagricoltura accelera per blindare il made in Italy

Il presidente Vertuani: necessario l’appoggio del Governo, noi ci siamo  Il nodo della genetica per avere piante più resistenti a malattie e infestanti

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Per dare nuova linfa al settore primario, Confagricoltura si aspetta una spinta propulsiva dal neo ministro Patuanelli. Sfide importanti sul mercato interno, in Europa e nel mondo, attendono le imprese agricole che richiedono un accompagnamento politico in grado di valorizzare l’agricoltura italiana, costruendo quella del futuro con il supporto della ricerca, dell’innovazione e con la giusta attenzione alla sostenibilità. Insieme va programmato il piano di sviluppo del settore, che ha bisogno di slancio e di certezze, soprattutto in questo periodo di difficoltà economica.

Gianluca Vertuani, Presidente di Confagricoltura Ferrara: «Noi agricoltori conosciamo bene quali problemi atavici frenano lo sviluppo dell’agricoltura – dice Vertuani – partendo dall’esigenza di semplificazione e da linee strategiche comuni. Farm to Fork, il piano decennale per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente, ha visto l’Unione Europea impegnata a progettare una politica alimentare che proponga misure e obiettivi che coinvolgono l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione al consumo, passando anche per la distribuzione. Pur condividendo i principi della strategia – riflette però Vertuani – non ci convincono affatto gli obiettivi quantitativi fissati, perché siamo convinti che la sostenibilità in agricoltura non possa essere raggiunta attraverso una semplice riduzione degli input chimici, ma piuttosto attraverso l’innovazione. Finora – dice ancora Vertuani – le politiche adottate sono state settoriali, centrate cioè singolarmente sull’agricoltura, sul commercio, sull’ambiente, sulla salute, e tutte hanno viaggiato su binari paralleli, separati e non di rado contrapposti. È necessario aumentare la produttività, ma anche la sostenibilità, sia quella ambientale che quella economica; per combattere i cambiamenti climatici dobbiamo sviluppare ed estendere le pratiche di agricoltura di precisione e di agricoltura conservativa – indica Vertuani – puntare sulla genetica, con piante più resistenti a malattie e a infestanti. Per Confagricoltura – dice quindi il presidente – tutti devono essere coinvolti, Governo, imprese, cittadini; a ognuno la propria parte. Questa la sfida che l’agricoltura è chiamata ad affrontare: puntare con sempre maggiore determinazione all’aumento della produzione preservando le risorse naturali, di cui l’agricoltore è da sempre il principale custode. Sarà necessaria una reale sinergia tra le istituzioni e l’intera filiera agroalimentare ascoltando quanti vivono di questo lavoro e hanno fatto del made in Italy un’eccellenza. Facilitare quindi questo cambiamento, che non potrà avvenire senza una piena e lungimirante attenzione dello stesso ministero delle politiche agricole. Come Confagricoltura – conclude Vertuani – ribadiamo il contributo fondamentale che possono dare le imprese agricole e se l’agricoltura da sempre applica i principi dell’economia circolare, molto ancora dobbiamo e possiamo fare per raggiungere gli obiettivi fondamentali dell’European Green Deal. Servono fondi a tutela del nostro lavoro, competenze e una maggiore ottimizzazione delle risorse». —

Andrea Tebaldi

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