Il deserto delle tentazioni
Inizia la Quaresima e con la fine del carnevale, siamo chiamati a toglierci le maschere, che in realtà indossiamo sempre più spesso e proviamo a riappropriarci della nostra autenticità.
Così Gesù sceglie un tempo per se stesso, per prendere consapevolezza di chi è, e che tipo di messia vuole diventare. In Marco le tentazioni occupano solo un paio di versetti: a lui non interessano i dettagli. Al v. 12, subito dopo il Battesimo, si parla di deserto, specificando immediatamente che non è stata una scelta autonoma di Gesù, ma che vi è stato spinto dallo Spirito. È lo Spirito che accompagna e aiuta a scegliere. La tentazione è sempre tra due scelte. Scegliere è vivere: per padre Turoldo, noi moriamo quando decidiamo di adorare amori da poco. Gesù non ha a che fare con le mezze misure, sceglie il Regno, sceglie l’amore. Infatti il finale del brano rimanda all’Eden, all’uomo originario, che gioca con le fiere. Torna all’inizio del disegno, quando tutti gli esseri umani conoscono gli angeli, i messaggeri di Dio, quelli che ci aiutano ad affrontare il cammino. In questi versetti Gesù diventa il nuovo Adamo, colui che entra di nuovo in dialogo con il mondo animale e spirituale. Marco ci dice: ricominciamo!
L’evangelista non ci spiega quali sono le tentazioni di Gesù, forse lascia a noi la possibilità di riempire questo deserto con le tentazioni odierne. Una magari la possiamo individuare subito nella disperazione. Sono passati duemila anni e guardiamoci intorno: cosa è cambiato? La gente vive sbranandosi a vicenda in un mondo che “forse” è senza Dio. Oppure viceversa, altra tentazione: rimaniamo a fare i buoni cristiani, nella nostra cuccia calda e continuiamo a vivere nel nostro piccolo (sempre più piccolo) mondo confortante.
Nel deserto Gesù ci sta quaranta giorni (un modo per indicare un’intera generazione). Non sono due minuti di riflessione, è un laboratorio di vita nuova. Entriamoci anche noi nel deserto, non da soli, ma con lo Spirito, come Gesù, e affrontiamole, una buona volta le nostre tentazioni, cercando finalmente la sintonia con le nostre contraddizioni, con il mondo creato animale e spirituale. E proviamoci almeno, invece di stare a frignare sulla cupezza dei tempi. —
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