Con Bigio campione un allevatore trionfa alle gare per colombi
Lagosanto, Straforini secondo ai nazionali «Che gioia quando torna dal lungo viaggio»
LA STORIA
Claudio Straforini è un allevatore colombofilo di Lagosanto che partecipa da trent’anni (con successo) alle gare del campionato regionale e nazionale. Il suo colombo viaggiatore più importante ha vinto nel 2019 e nel 2020 quasi tutte le gare più rilevanti del fondo da 500 a 800 km di percorrenza. Si chiama “Bigio campione” ed è arrivato di recente secondo nel campionato italiano e primo al regionale. Nel 2020 ha vinto il primo posto partendo da Brindisi (662 km) e partendo da Molfetta (538), il secondo posto da Carapelle (476) e Ortona (325), il terzo premio anello d’oro, il secondo posto al Pigeons di fondo, per finire con il secondo premio nazionale nella gara di fondo. «Il mio allevamento - spiega Straforini - è formato da 110 colombi, fra i quali 25 “vedovi”, quelli che gareggiano. Da quando hanno quattro mesi di vita effettuo una selezione facendoli volare sempre più distanti da casa e quelli che saranno i campioni del domani ritornano sentendo il richiamo sessuale delle loro compagne, rimaste nell’allevamento. Porto i colombi sempre più lontano e si abituano alle lunghe distanze gradualmente».
LA DISCIPLINA
In provincia gareggiano una trentina di allevatori, impegnati a livello regionale. Vincendo le regionali si può però approdare al campionato nazionale, che vede una grande partecipazione. È uno sport molto praticato seppur poco conosciuto e gli allevatori lamentano i pochi giovani che lo praticano. Comporta molto sacrificio per la cura costante dei colombi, non pochi mezzi per le medicine e la cura della loro salute, tanta passione e determinazione per ottenere dei risultati. «Pensate a una gara che i colombi si trovano ad affrontare, magari di quelle più lunghe, come nel caso della partenza da Brindisi: il mio campione oltre alla fatica per la distanza, circa 12 ore per percorrere i quasi 700 km, deve affrontare le avversità atmosferiche, passare sopra agli Appennini, sfuggire a qualche cacciatore di frodo, sottrarsi ai molti falchi che sono sulla sua rotta, superare le evoluzioni del vento e non ultime le barriere dei fili della corrente elettrica. Le gare di fondo, ossia partendo da lunghe distanze, sono le più difficili e servono anni di selezione per creare “atleti con le ali”. La mia soddisfazione per i risultati raggiunti è nulla paragonata a quando vedo che il mio colombo viaggiatore ritorna a casa, entra nella sua postazione nel colombaio e corteggia la sua compagna, dopo una fatica veramente estenuante».
Va poi segnalato che di recente l’Unesco ha dichiarato il colombo viaggiatore - e di conseguenza la colombofilia - patrimonio dell’Umanità, proprio per la validità di questo sport, il quale nella natura sviluppa doti che sono da preservare e continuare a proteggere. —
Mariacarla Bulgarelli
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