Altri due decessi e risalgono i contagi
Lutti a Ferrara e a Cento, mentre accelera il rifornimento di vaccini: a marzo nel Ferrarese in arrivo quasi 43.500 dosi
Sono due donne di 92 anni, entrambi ospiti di strutture protette, le ultime due vittime del coronavirus nel Ferrarese. Sabato al Santissima Annunziata è morta signora di Cento, che era ospite della Cra Cavalieri Gallerani, mentre risale a domenica il decesso di una paziente di Ferrara, spite della Cra Ripagrande, che era stata ricoverata il 16 febbraio all’ospedale di Cona. Entrambe avevano patologie pregresse.
E tornano a salire i contagi: 124 i nuovi casi positivi individuati a fronte di 257 tamponi negativi. Il Comune più colpito è ancora Cento (49 tamponi positivi e 31 negativi), mentre a Ferrara ci sono stati 30 contagi e 98 referti negativi. Da segnalare anche i 12 contagi a Bondeno, con 13 tamponi negativi.
Resta alta l’allerta anche per i ricoveri, con nove pazienti Covid portati al Sant’Anna, di cui quattro in Terapia Intensiva che attualmente a Cona conta 15 degente su 23 posti.
Vaccini in arrivo
Ci sono 47 guarigioni e 227 persone uscite dalla quarantena, ma altre 353 sono entrate in sorveglianza domiciliare.
Le vaccinazioni nel Ferrarese ormai sono arrivate a sfiorare quota 27mila, e dalla Regione arrivano notizie incoraggianti per quel che riguarda il rifornimento di vaccini con l’arrivo di oltre 470mila dosi in Emilia Romagna, di cui 43.480 a Ferrara tra Pfizer-Biontech (28.080), Moderna (6.000) e Astrazeneca (9.400 ). Rispetto alle forniture febbraio, sottolinea la Regione, rappresenta un aumento del 38%. La consegna per aziende sanitarie e ospedaliere, inoltre, non tiene conto della popolazione residente in assoluto ma del numero di soggetti a cui è destinato il vaccino
«Noi siamo pronti ed auspichiamo sempre più un aumento della fornitura di vaccini per la popolazione, soprattutto la più vulnerabile - dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini -. Occorre che si recuperi al più presto le quantità di dosi decurtate e non consegnate nei due mesi scorsi, accelerando il percorso di immunizzazione dei cittadini. Il quantitativo previsto per il mese di marzo sarebbe un segnale positivo».
L’interrogazione
Intanto la parlamentare ferrarese Paola Boldrini ha presentato un’interrogazione al Ministro alla Salute, Roberto Speranza, per avere certezze su tempi e modalità di reperimento vaccini. In particolare si chiede di valutare l’ipotesi di acquisto licenze per la produzione in house, dunque in Italia, «per potere accelerare la campagna». Boldrini, ricordando che risale al giugno 2020 la definizione di una strategia europea per rendere celeri sviluppo, produzione e distribuzione di «vaccini sicuri, efficaci e di qualità», mette l’accento «sulla drammatica carenza di dosi» che si registra dopo le autorizzazioni di Pfizer, Moderna e Astrazeneca. Carenza «imputabile alle limitate capacità produttive delle case farmaceutiche, che ostacola nei fatti la strada dell'immunizzazione, iniziata con efficienza e tempestività». Ecco perché produrre in Italia, con altre case farmaceutiche, potrebbe rivelarsi una strada percorribile. «Questa situazione - il commento della senatrice ferrarese - sta creando ulteriore insicurezza in un contesto di grande vulnerabilità e con l’aggravio delle varianti». A Speranza, Boldrini chiede «se questa eventualità è stata esplorata e se può essere realizzata in breve tempo». —
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