Contrastare l’odio dopo le svastiche sui muri delle scuole
«Le svastiche, prima al circolo Pd di Porotto e all’esterno della palestra della scuola del Barco, poi ancora sui muri della scuola media di Porotto, richiedono «una riflessione: c’è la necessità di sensibilizzare e non soprassedere e banalizzare i simboli di odio e sopraffazione che vengono riprodotti».
A dirlo è il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Francesco Colaiacovo, che parla anche di «disagio giovanile: non sappiamo che età abbiano gli autori di questi gesti, se siano più o meno giovani, ma c’è una forma di malessere e ignoranza, e il tema del disagio giovanile, soprattutto nelle frazioni, deve essere affrontato con progettualità anche da parte dell’amministrazione». È anche da questo punto di vista che Colaiacovo valorizza «il presidio di dialogo e di confronto» avviato da Simone Merli (Pd), che già da due sere attende gli autori dell’imbrattamento davanti alla scuola media di Porotto: «è un gesto di ribellione, vogliamo ostacolare un clima che si sta sviluppando e invitiamo alla riflessione», dice lo stesso Merli. «C’è una responsabilità degli adulti e di chi amministra, e dei centri di interesse dei giovani – è il commento di Colaiacovo – bisogna fare una riflessione sul disagio e coinvolgere i ragazzi in modo proattivo senza che debbano alienarsi in gesti che servono solo a scaricare un po’di adrenalina».
Bisogna rendere più coscienti le giovani generazioni, ribadisce il capogruppo Pd: «quando ero presidente di circoscrizione a Porotto avviai un rapporto fra la celebrazione dei X Martiri e la comunità scolastica perché mi accorsi chi abitava in via X Martiri non sapeva a cosa si riferisse il nome della strada . E la sfida di Merli ha proprio una funzione educativa». —
Giovanna Corrieri
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