Il Codice Rosso per frenare i femminicidi
FERRARA. Lo hanno chiamato Codice Rosso, a ricordare che l’allarme c’è e che si deve frenare l’ondata di violenza contro le donne: è una legge voluta dalla Politica, per rispondere ad una cruda realtà, ed arginare una emergenza, senza fine, quella che uccide le donne e non solo. La legge è entrata in vigore nell’agosto 2019, portando una modifica del codice penale e di procedura che obbliga inquirenti e magistrati a dare la massima priorità e rispondere nell’immediatezza con provvedimenti: arresti, divieti, allontanamenti o ammonimento, ai reati di maltrattamenti, stalking, violenza sessuale e tanto tanto altro. I dati più recenti, resi noti dopo il primo anno di Codice Rosso sono allarmanti. Tra i primi, i numeri dei provvedimenti più mediati, per cui si registrano la violazione di allontanamenti dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa in 142 casi in tutta la regione, 11 nel Ferrarese. Il Ferrarese che, come abbiamo visto in queste pagine, non è certo immune a situazioni di pericolo. Tanto che, raccontava in questi giorni un magistrato, durante il servizio di turno (quello degli atti urgenti) ha avuto 10 casi di Codice Rosso in quei 5 giorni. Ossia, due casi al giorno per i quali, secondo appunto le disposizioni del Codice Rosso, i magistrati, debbono entro l’arco di tre giorni attivare una serie di indagini, verifiche riscontri sul caso segnalato o denunciato e quindi attivare le forze dell’ordine e infine valutare anche provvedimenti restrittivi o cautelari.
Codice Rosso che ha portato la polizia giudiziaria necessariamente a specializzarsi come accaduto, con nuclei ad hoc per Carabinieri e Polizia. —
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