Il Comune corre ai ripari Ordinanza contro i roditori
In teoria dovrebbero essere autorizzate dalla Regione solo le catture con le gabbie In pratica è stato consentito ai coadiutori di intervenire
COPPARO. Le nutrie sono considerate una specie invasiva e dannosa, sia per le coltivazioni che per il delicato equilibrio idrico del territorio, oltre che in competizione con specie protette e pericolosa per la biodiversità. E va considerato il possibile attraversamento di strade anche di grande comunicazione e del conseguente pericolo per gli automezzi. La situazione creatasi a seguito del cambiamento continuo e repentino della disciplina del contenimento della popolazione della nutria, ha gravemente menomato, rallentato ed, in alcuni casi addirittura impedito per lunghi periodi l’attività di contenimento, tanto da permette una proliferazione incontrollata della popolazione della nutria sull’intero territorio comunale.
ai ripari
In materia sono arrivate ai servizi ambientali del Comune di Copparo segnalazioni sia di agricoltori che da semplici cittadini. Va detto che i Comuni limitrofi hanno già emesso ordinanze di contenimento, con risultati numerici rilevanti riguardo l’abbattimento, segno che effettivamente il numero di nutrie è piuttosto elevato, ma va sottolineato come la lotta alla diffusione della nutria è efficace se è estesa e coordinata nel territorio; quindi, gli interventi di limitazione, per essere efficaci, devono necessariamente essere capillari e continui sia nel tempo che nello spazio.
come funziona
Il piano regionale, sostengono in Comune, ha fortemente rallentato il contenimento da parte dei coadiutori assumere in un territorio come quello Copparese. In teoria dovrebbero essere autorizzate solo le catture tramite gabbia, che a Copparo, secondo l’amministrazione, è cosa inattuabile per il grande sviluppo numerico delle nutrie. La convenzione esistente tra Copparo, i Comuni della provincia e la Provincia stessa, oltre che Aipo e i parchi, precede la possibilità di proporre e realizzare attività integrative al piano regionale, se ce ne sono le condizioni.
Si è quindi adottata una ordinanza urgente che ha consentito ai coadiutori di intervenire, a patto che prima di ogni intervento il coadiutore si accrediti a un numero verde indicando zona di intervento e specie e alla fine chiuda l’intervento con il numero di capi abbattuti e avvistati.
Tale servizio è accessibile anche a tutte le forze dell’ordine che, in tempo reale possono sapere chi è attivo, in quale luogo e per quale specie. Le segnalazioni si concentrano lungo argini e canali che costeggiano le strade bianche, al di fuori degli ambiti urbani, compresi i tratti asfaltati di collegamento. Si permetterà alle squadre di operare anche nelle corti coloniche, nelle immediate vicinanze delle abitazioni, ed in prossimità delle arginature dei canali. —
Alessandro Bassi
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