La rassegnazione prevale sulla rabbia «Ci stiamo abituando alle tragedie»
Cittadini smarriti e tristi: «Ci siamo isolati e non riusciamo più nemmeno a reagire davanti a fatti così cruenti»
bondeno. È un’aria strana quella che si respira a Bondeno. La notizia della morte di Rossella Placati, con il compagno unico sospettato, ha piegato gli animi, e la tristezza accompagnata da un senso di impotenza ha prevalso sulla rabbia.
«È un periodo strano, brutto, difficile – dice la signora Paola mentre fa la spesa al mercato –. Ci siamo chiusi, isolati e non riusciamo nemmeno più a reagire davanti a tragedie simili. In altri momenti avremmo organizzato fiaccolate, saremmo scese in piazza e invece adesso chiudiamo le porte, ci portiamo il dolore sulle nostre poltrone e non abbiamo la forza di reagire. Il Covid, sì può darsi. Ma non è solo quello, è un male di vivere generale».
le reazioni
Fermo davanti a un bar del centro, Alberto Bianchini si stringe nel giubbotto: «Ci stiamo abituando al peggio. Agli insulti, alla violenza ed anche alla morte. Ci stiamo adagiando accettiamo pian piano tutto. Il perché sinceramente non lo so ma ho questa tremenda sensazione addosso e più si è giovani e peggio è».
Tanto il signor Bianchini quando il suo amico Andrea Maini non conoscevano Rossella Placati, «il problema è lo stile di vita che ormai abbiamo acquisito – fa eco Maini –. Una tragedia del genere non può e non deve passare sotto banco ma è come se fossimo intontiti, stanchi, strani. Sono preoccupato, molto».
Le signore Nadia, Zuma e Mara invece conoscevano bene la vittima, ma soprattutto conoscono il suoi figli e la sua famiglia. Nadia Guerzoni ha anche avuto modo di confrontarsi con persone che in qualche modo ruotavano attorno all’assassino e sono tutte e tre sconvolte.
chi la conosceva
«La vedevamo spesso, come poi tutti qui a Bondeno. Nei paesi più o meno le vite si intrecciano, un po’ per i figli e un po’ per lavoro. Abbiamo capito subito.
« Noi donne siamo tanto forti eppure così fragili e deboli. La vita ci mette sempre a dura prova, abbiamo sulle nostre spalle grossi pesi...Chissà perché, chissà cosa è successo in quella casa». E vanno avanti: «Le vittime sono anche i figli, i due maschi di lei Vanni e Nicolò ma soprattutto la piccolina di lui che deve affrontare una cosa simile a soli 13 anni...speriamo la mamma possa aiutarla nella maniera giusta, ma siamo certe che sarà così».
Claudio Zanetti è un vicino di casa di Rossella. «La vedevo sempre, faceva ginnastica e ci incrociavamo. Non era una donna molto chiacchierona, è sempre stata schiva. La conosco da anni, ma in realtà so poco di lei perché era impenetrabile. Non penso ad altro da quando ho saputo, non ci sono parole. Qualcuno mi ha detto che litigavano spesso, ma io non mi sono mai nemmeno accorto nemmeno di questo. Chissà quanto ha sofferto». —
Annarita Bova
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