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Ostellato  

La tragedia di Saphira Una perizia del giudice poi sentenza a giugno

D.P.

L’autista del pulmino chiede di patteggiare 10 mesi di pena Il conducente dell’auto che la investì si affida a esami tecnici  

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OSTELLATO. L’autista del pulmino ha già chiesto di patteggiare una pena di 10 mesi per il concorso in omicidio colposo, mentre il conducente dell’auto che investì Saphira Carli, la bambina di 9 anni di Ostellato, il 14 luglio del 2017 mentre tornava dai campi solari, sarà giudicato con il rito abbreviato. Lo ha deciso il giudice Carlo Negri, il quale ha accolto la richiesta della difesa di eseguire una perizia cinematica che verrà discussa l’8 giugno prossimo, quando lo stesso giudice emetterà la sentenza per entrambi gli imputati.

Tutti in aula

Questa la sintesi dell’udienza di ieri in tribunale, discussa tra le parti – accusa, difesa e parte civile – sulla tragedia della piccola Saphira, per la cui morte sono chiamati a processo, in concorso, dalla procura (pm Isabella Cavallari) Andrea Stagni, il conducente dell’auto e Paolo Bottoni, l’autista del pulmino da cui scese Saphira per andare a casa.

Chiusura definitIva

Una tragedia che si chiuderà definitivamente nel giugno prossimo quando il giudice emetterà la sentenza sia per Stagni che Bottoni. Ieri i difensori di Stagni (Vayra e Galimberti) hanno trovato un accordo con il pm per la pena da patteggiare (i 10 mesi) poi accolta dal giudice, mentre il difensore di Stagni (Cipolla) ha chiesto è ottenuto dal giudice il rito abbreviato con l’esecuzione di una perizia cinematica sulla dinamica dell’incidente: sarà il perito Simoncini a svolgere gli esami superpartes e dovrà depositare la propria relazione entro il 13 maggio prossimo, che sarà poi discussa l’8 giugno in aula, davanti alle parti processuali compresi gli avvocati Carletti e Montanari che assistono come parte civile la famiglia di Saphira.

Quel giorno d’estate di tre anni e mezzo fa, Saphira stava tornando dai campi solari. Li frequentava con la cuginetta e stava tornando verso casa sul bus che si fermò davanti casa, dalla parte opposta della strada: le due bimbe scesero e passando sul retro del mezzo attraversano la strada. In quel momento stava tornando dal lavoro Andrea Stagni, che non ha avuto il tempo di frenare, investendo Saphira. Le sue condizioni furono subito disperate e venne trasferita all’ospedale Bufalini di Cesena, dove i medici tentarono il possibile per due giorni per tenerla in vita, ma alla fine non ce la fece e spirò.

Da allora la famiglia di Saphira chiede giustizia e con i propri legali ha sollecitato prima durante le indagini e ora al processo la conclusione giudiziaria per la tragedia, riconoscendo la responsabilità dei due imputati. —

D.P.

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