Prossimo giro, gli Atenei Già prenotati da lunedì altri cinquemila over85 In agenda anche i disabili
Ciotti (Asl): AstraZeneca funziona, non ci sono pazienti di serie A e B Ma le dosi non bastano mai: «Speriamo in più scorte ad aprile»
il punto
Terminata la vaccinazione del personale scolastico, si partirà con quello universitario, sempre a cura dei medici di medicina generale. A comunicarlo è la Regione Emilia Romagna, che rilancia l’accordo con i medici di base per la profilassi ampliando la platea.
«I dati epidemiologici evidenziano in maniera palese la presenza numerosa di contagi e focolai in ambito scolastico, fino al ciclo delle scuole superiori, maggiore rispetto a quello universitario. Per questo motivo la vaccinazione si concentra, in via prioritaria, sul target della scuola - spiegano gli assessori all’Università, Paola Salomoni, e alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Una volta che la campagna vaccinale al mondo della scuola, dell’educazione e della formazione sarà conclusa, si partirà con il personale delle Università. Non appena avremo una data certa, ne daremo tempestiva comunicazione agli Atenei per arrivare nei tempi più rapidi possibili a tutto il personale coinvolto».
A essere utilizzato sarà sempre AstraZeneca un vaccino, ha voluto rimarcare con forza il direttore sanitario dell’Asl di Ferrara, Emanuele Ciotti, «che secondo un autorevole report scozzese è in grado di diminuire l’ospedalizzazione dei pazienti Covid in misura anche maggiore rispetto a Pfizer. Bisogna ragionare in modo pragmatico, secondo i dati, e non su campagne denigratorie che vogliono far passare AstraZeneca per un vaccino di serie B. Non esistono vaccini di prima o seconda categoria, così come non ci sono pazienti di serie A o di serie B». E a proposito delle reazioni avverse che in alcune località del Veneto avrebbero colpito il personale scolastico dopo la somministrazione, Ciotti aggiunge: «Nulla di diverso da quello che può avvenire con ogni altro vaccino: gonfiori, vertigini, indolenzimenti, tutte manifestazioni che si risolvono in fretta».
I punti su cui concentrarsi sono altri, ricorda il direttore sanitario: la ripresa dei contagi in Emilia Romagna (1.800 quelli riportati lunedì, il numero più alto in Italia) e l’Rt salito a 1,16, tutti segnali che confermano la classica “ricaduta” che si manifesta dopo un paio di settimane di zona gialla. Le difese sono sempre le stesse: prudenza, rispetto delle regole e vaccinazione. Nel Ferrarese siamo arrivati quasi a 28mila somministrazioni (con 11.170 richiami), di cui 5.352 agli over 80 (comprese le Cra), e per la prossima settimane sono già in agenda altre 4.788 vaccinazioni agli over85. In partenza anche la profilassi antiCovid per i disabili, con la possibilità di arrivare - potenzialmente - a quattromila somministrazioni al giorno sommando tutte le sedi vaccinali di città e provincia. «Abbiamo una macchina che va veloce, ma ci manca la benzina», osserva Ciotti, puntando ancora il dito sulle forniture di dosi.
A marzo, ha annunciato la Regione, nel Ferrarese ne arriveranno 43.480 tra Pfizer-Biontech (28.080), Moderna (6.000) e Astrazeneca (9.400 ), «ma il nostro target è una popolazione di 300mila persone, speriamo che ad aprile le scorte aumentino», conclude Ciotti, non escludendo di adottare il “modello inglese” ovvero procedere a tappeto con la prima dose per coinvolgere fin da subito una platea più vasta di persone. —
A.M.
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