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Tresigallo, metafisica e confusa «Manca una visione d’insieme»

Samuele Govoni
Tresigallo, metafisica e confusa «Manca una visione d’insieme»

Dissapori per la definizione “Città d’Arte”: rischia di disperdere le energie fatte Muroni: «Mi aspettavo più lungimiranza». L’assessore: «Nessun sabotaggio»

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Samuele Govoni

TRESIGALLO. Da Città Metafisica a Città d’Arte, e la bussola si perde ancora. Tresigallo aveva fatto appena in tempo a liberarsi dalla inadeguata definizione di “Città del Novecento” che ecco arrivare una nuova etichetta che rischia di vanificare anni di lavoro e promozione turistica. Se Tresigallo negli ultimi anni si è fatta conoscere a livello nazionale è soprattutto per il lavoro svolto dall’associazione Torri di Marmo che, attraverso eventi, visite guidate e una puntuale strategia comunicativa, ha saputo valorizzare il paese per la sua unicità architettonica, per le sue costruzioni, per i suoi colori per la sua, appunto, peculiarità metafisica.

“Tresigallo Città d’Arte” è la scritta che compare su un pannello affisso in centro al paese e sotto di lei, alcuni degli edifici più significativi della cittadina. Giuseppe Muroni, docente e storico, nonché membro della squadra che da anni lavora alla valorizzazione, non ha fatto passare la cosa inosservata e ha commentato: «Sul pannello poteva e doveva essere inserito la Città Metafisica per uniformare l’immagine coordinata che si è data al paese. Di più, mi è chiaro il percorso tracciato dalla nuova amministrazione: appoggiarsi all’Unione, che gestisce il turismo, e seguire l’ennesimo progetto aleatorio privo di una visione ad ampio raggio». Il brand Tresigallo La Città Metafisica ha attirato sul territorio duemila turisti nel 2020 (e bisogna considerare il Covid). Torri di Marmo, tra le varie cose, organizza ogni anno Le giornate metafisiche con visite guidate, convegni e estemporanee di arte e fotografia. Passare ora a Città D’Arte, definizione che poco ha a che vedere con il paese e la sua mission, rischia di diventare un boomerang per Tresigallo e le sue aspirazioni turistiche. «Mi aspettavo sinceramente un po’ di lungimiranza da una amministrazione che in campagna elettorale aveva affermato di voler continuare ad appoggiare il progetto della Città Metafisica; in realtà – continua Muroni – il progetto è fermo al palo da due anni, senza implementazione e sviluppo, perché viene visto ancora come creazione sulla quale metterci o meno una bandierina e non come patrimonio dell’intero territorio in grado di essere volano economico per la comunità. Sono bastate due settimane di zona gialla per rivedere fotografi e turisti in giro. La cultura è considerata da taluni un costo, a fronte anche dei milioni di euro derivati dall’Unione dei due Comuni. È proprio in momenti così che bisogna investire, e non condurre politiche miopi».

Raffaele Cartocci, assessore di Tresignana che Fra le deleghe ha quella alla promozione turistica, precisa: «Città d’Arte non è un nuovo brand o una strategia di disinformazione turistica, bensì si tratta di una qualifica di cui Tresigallo gode e che nessuno prima d’ora aveva messo in luce».

Il rischio di trascinare Tresigallo in un calderone insieme a tutta l’Unione però c’è ed è concreto. Senza un portale apposito, una strategia comunicativa dedicata, un’app personalizzata, le energie potrebbero essere disperse anziché concentrate. E un piccolo spettro di questo scenario pare già emergere dalla dicitura scelta per il cartello. —

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