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DOLORE, SGOMENTO E IRA 

Udi, scritto durissimo «Quanti casi ancora?»

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BONDENO. «Quanti uomini ancora? Quanti uomini assassini delle loro compagne ancora dovremo contare? Quante donne vittime dei loro compagni ancora dovremo contare? Quante volte ancora dovremo scrivere la parola femminicidio? Dolore, sgomento e rabbia. E la necessità di ripetere che per combattere alla radice la violenza degli uomini sulle donne non servono scorciatoie legislative o emergenziali, ma occorre una battaglia culturale di ampio respiro, che interroghi tutti sul modo in cui si pensano, strutturano e praticano le relazioni, sui rapporti di potere che portano al dominio dell’uomo sulla donna, sull’erosione dell’autonomia e della libertà di scelta di quest’ultima».

Parole tanto partecipate dell’Udi, l’Unione donne italiane di Ferrara. Che prosegue: «La violenza maschile avviene prevalentemente all’interno delle relazioni intime e familiari ma non è un fenomeno privato perché è pervasivo, ha radici profonde e riguarda la collettività, non può essere ridotta a reato individuale, devianza o patologia del singolo. Non è un fenomeno emergenziale, perché si annida strutturalmente in ogni ambito della vita e si mostra con volti diversi, oggi non più considerati parte dell’ordine naturale delle cose. Purtroppo in queste ore abbiamo assistito alla sua forma più estrema ed evidente. Chiediamo giustizia per Rossella Placati e chiediamo di farlo con le donne e gli uomini. Tutti dobbiamo sentirci responsabili per una donna uccisa, l’ennesima, di questa strage infinita». —

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