La Nuova Ferrara

Ferrara

l’elezione 

Consorzio di Bonifica Ferrara Comincia l’era Calderoni

Consorzio di Bonifica Ferrara Comincia l’era Calderoni

Il nuovo presidente succede a Dalle Vacche, avrà come vice Natali e Ravaioli «Inizia la sfida, siamo chiamati ad operare in un contesto complicato»

2 MINUTI DI LETTURA





Il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, uno dei più grandi e importanti d’Italia, ha eletto i nuovi vertici che guideranno l’Ente per i prossimi cinque anni. Il nuovo presidente è Stefano Calderoni – che ha già ricoperto la carica di vicepresidente accanto a Franco Dalle Vacche – mentre sono stati eletti vicepresidenti Luca Natali di Confagricoltura Ferrara e Massimo Ravaioli di Ascom Ferrara. Nel comitato amministrativo anche Riccardo Mantovani di Confartigianato Ferrara e Loris Braga di Coldiretti Ferrara. Nomi che sono espressione della lista elettorale unitaria “Insieme per la Bonifica”, un patto di collaborazione tra tutte le associazioni del territorio per la gestione del Consorzio in un momento così importante.

Il neo prEsidente

Il neo-presidente Stefano Calderoni ha innanzitutto ringraziato il presidente uscente Franco Dalle Vacche e tutti i vertici e il personale della Bonifica per il lavoro quotidiano a servizio della comunità. Poi ha toccato alcuni dei punti principali del suo mandato: i problemi di dissesto del territorio; i cambiamenti climatici e la gestione della risorsa idrica; il patto di collaborazione con la pubblica amministrazione e il nuovo progetto di comunicazione digitale verso aziende e cittadini.

«Siamo chiamati a operare in un contesto complicato, reso ancora più problematico da una pandemia che non sembra voler cedere il passo – ha esordito il neo presidente. Per capire questa complessità bastano i numeri: il Consorzio ha competenza su circa 260.000 ettari di suolo, gestisce 168 impianti, impiega circa 400 persone e, anno dopo anno, si prende cura di un reticolo idraulico di circa 4.200 chilometri e 8.400 di sponde, che corrisponde a sei volte la distanza che separa Ferrara da Catania. Serve un’iniezione di liquidità straordinaria per operare interventi drastici, coraggiosi e che siano finalmente risolutivi. In questo contesto – ha continuato Calderoni – mi sento di proporre a tutte le amministrazioni un “Patto per la difesa idraulica ed idrogeologica del territorio ferrarese” puntando ai fondi del Recovery plan e a quelli già destinati dal ministero delle Politiche Agricole Alimentari e forestali con l'ultima legge di stabilità».

Un altro tema da affrontare è sicuramente quello dei cambiamenti del clima, strettamente legati all’approvvigionamento della risorsa idrica e la sua distribuzione lungo i dodici mesi dell’anno.

Stefano Calderoni ha poi chiesto al Consiglio, al direttore Mauro Monti e a tutto il personale di portare idee e stimoli ma anche di essere critici, contribuendo attivamente all’azione quotidiana dell’Ente e alla sua crescita. In ultimo il suo pensiero è andato ad Andrea Marchi: «Voglio ricordare Andrea, scomparso troppo presto, che per anni si è seduto in questo consiglio e presieduto la commissione bilancio dando sempre un contributo attento e propositivo, ci mancherà l’amministratore ma soprattutto ci mancherà l’amico». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google